Nucleare: positivi i colloqui romani tra Iran e USA.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ha definito l’atmosfera “relativamente positiva” dei colloqui di Roma tra Iran e Stati Uniti, sottolineando di essere cautamente ottimista riguardo alle prospettive delle trattative.
“Questa atmosfera positiva ha permesso progressi sui principi e sugli obiettivi di un possibile accordo”, ha scritto Araqchi in un post su X.
I colloqui, che segnavano la seconda fase delle discussioni tra Teheran e Washington, si sono conclusi con l’accordo di continuare le trattative sul programma nucleare iraniano e sulla rimozione delle sanzioni statunitensi.
Araqchi ha spiegato che, durante i negoziati, la delegazione iraniana ha chiarito che molti iraniani ritengono che l’accordo nucleare del 2015, noto come Piano d’Azione Globale Congiunto (JCPOA), “non sia più sufficiente”. “Per loro, ciò che rimane da quell’accordo sono ‘lezioni apprese'”, ha aggiunto, sottolineando di essere d’accordo con questa posizione.
Il ministro ha fatto riferimento al ritiro unilaterale degli Stati Uniti dal JCPOA nel 2018 e all’imposizione delle sanzioni di “massima pressione” contro l’Iran, nonostante la Repubblica Islamica avesse rispettato pienamente gli impegni previsti dall’accordo.
Araqchi ha anche annunciato che nei prossimi giorni inizieranno i colloqui a livello tecnico, che permetteranno di fare una valutazione più accurata della situazione. “Per ora, un certo ottimismo può essere giustificato, ma solo con molta cautela”, ha concluso.
Esmaeil Baqaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, ha anche espresso apprezzamento per l’Italia e l’Oman, che hanno co-ospitato i colloqui. “Lasciamo Roma con un profondo senso di gratitudine verso l’Italia e l’Oman per aver facilitato questo importante ciclo di negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti”, ha scritto Baqaei su X. “Continuiamo a essere impegnati nel dialogo e nella diplomazia mentre il nostro mondo affronta sfide e minacce senza precedenti allo stato di diritto e ai valori umani comuni”, ha aggiunto.
I colloqui di Roma sono stati il seguito di quelli tenutisi sabato scorso a Muscat, Oman. In entrambe le fasi, la delegazione iraniana è stata guidata da Araqchi, mentre quella statunitense era capeggiata da Steve Witkoff, inviato per il Medio Oriente del presidente Donald Trump. I colloqui si sono svolti indirettamente attraverso il ministro degli Esteri omanita Badr bin Hamad Al Busaidi.
foto VladoZg da Pixabay.com
