7 Agosto 2026
Europa

Nucleare, parla il direttore generale dell’AIEA: “La diplomazia resta l’unica via”.

Crisi in Medio Oriente, guerra in Ucraina, non proliferazione e rilancio dell’energia nucleare civile: sono questi i temi centrali dell’intervento del direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) davanti al Consiglio dei Governatori.

In apertura, il direttore generale ha dato il benvenuto alla Repubblica delle Maldive come 181° Stato membro dell’Agenzia, prima di soffermarsi sulla “gravissima situazione” nella Repubblica Islamica dell’Iran e più in generale in Medio Oriente.

Iran: allerta radiologica e stallo sulle ispezioni.

Ampio spazio è stato dedicato alla situazione iraniana. L’AIEA ha attivato il proprio Centro per incidenti ed emergenze per monitorare eventuali rischi radiologici legati alle recenti operazioni militari nella regione. Al momento, non sono stati rilevati aumenti anomali dei livelli di radiazione nei Paesi confinanti, né vi sono indicazioni che impianti nucleari siano stati colpiti.

Permangono tuttavia criticità sul piano delle verifiche. Secondo il rapporto presentato al Consiglio, l’Iran non ha fornito accesso ad alcuni siti colpiti né ha consentito all’Agenzia di verificare la sospensione delle attività di arricchimento e riprocessamento, come richiesto dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e del Consiglio dei Governatori. L’AIEA non ha potuto controllare le scorte dichiarate di uranio a basso e alto arricchimento da oltre otto mesi, rendendo impossibile fornire garanzie sulla non deviazione di materiale nucleare.

Il direttore generale ha ribadito che “la diplomazia è l’unica via” per garantire che l’Iran non acquisisca armi nucleari e per preservare il regime globale di non proliferazione.

Ucraina: sicurezza nucleare sotto pressione nel quinto anno di guerra.

La guerra in Ucraina continua a rappresentare “una grave minaccia alla sicurezza nucleare” per il direttore della AIEA. La situazione resta particolarmente critica presso la centrale di Zaporizhzhya, la più grande d’Europa, dove permangono problemi legati all’alimentazione elettrica esterna, al raffreddamento e alla vicinanza alla linea del fronte.

La centrale dipende attualmente da un’unica linea elettrica principale, dopo la perdita della linea di riserva. L’AIEA ha facilitato un cessate il fuoco temporaneo tra Mosca e Kiev per consentire lavori di riparazione, monitorati dal team dell’Agenzia presente sul sito. Dall’inizio della guerra si sono registrate dodici perdite totali di alimentazione esterna.

Preoccupazioni anche per altri impianti ucraini – Khmelnytsky, Rivne e South Ukraine – che hanno subito interruzioni di corrente legate ad attività militari e danni alle infrastrutture elettriche. A Chornobyl, una valutazione tecnica ha rilevato danni strutturali alla copertura di confinamento del reattore 4, che compromettono il corretto funzionamento dei sistemi di ventilazione.

Dall’avvio della presenza permanente dell’AIEA in Ucraina, oltre 170 esperti sono stati dispiegati nel Paese. Più di 22 milioni di euro in attrezzature sono stati forniti a sostegno della sicurezza nucleare, ma restano necessarie ulteriori risorse: i fabbisogni non finanziati ammontano a circa 15 milioni di euro.

Energia nucleare in espansione: 413 reattori operativi nel mondo.

A livello globale sono attualmente in funzione 413 reattori nucleari in 31 Paesi, per una capacità installata superiore a 377 gigawatt, pari a quasi il 10% della produzione elettrica mondiale. Altri 67 reattori sono in costruzione in 16 Paesi.

Circa 60 Stati stanno valutando l’introduzione dell’energia nucleare, mentre cresce l’interesse anche da parte del settore tecnologico, in particolare per alimentare i data center legati all’intelligenza artificiale.

foto di distelAPPArath da Pixabay.com