12 Ottobre 2026
Europa

Nucleare, Papadakis: “L’Ue non ha una politica di deterrenza atomica”

L’Unione europea non dispone di una politica di deterrenza nucleare e, per dotarsene, servirebbe l’unanimità dei Paesi membri. È la risposta dell’Alto rappresentante Kaja Kallas, a nome della Commissione, a un’interrogazione dell’eurodeputato greco Kostas Papadakis, che denunciava una “dottrina nucleare” in costruzione nell’Ue.

Nell’interrogazione, presentata l’8 agosto, Papadakis parlava di un mondo “più vicino che mai” a una nuova catastrofe atomica, a 81 anni dai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki. Il quadro tracciato dall’eurodeputato è quello di una crescente competizione tra le potenze, con i fronti di Ucraina e Medio Oriente che rischiano di saldarsi e le minacce nucleari che si moltiplicano dopo il venir meno del trattato New Start tra Stati Uniti e Russia. In questo contesto, a suo giudizio, l’Ue starebbe accelerando sul riarmo e sulla cosiddetta “autonomia strategica”.

Papadakis, nel suo intervento, ha richiamato la decisione, presa all’ultimo vertice Nato, di “adeguare” la politica nucleare con lo schieramento di testate in Paesi europei, e i piani per un “pilastro nucleare europeo”, un arsenale più ampio, infrastrutture nei Paesi membri ed esercitazioni congiunte, in aggiunta alle installazioni americane già presenti in Germania, Paesi Bassi, Belgio e Italia. Da qui la domanda alla Commissione per conoscerne la posizione,

Nella risposta, l’Alto rappresentante Kallas ha preferito non entrare nel merito della ricostruzione dell’eurodeputato, ribadendo la linea storica dell’Unione. “Dal 2003, anno della strategia contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, l’Ue sostiene gli strumenti internazionali di non proliferazione e disarmo, che riguardino armi nucleari, chimiche o biologiche”.

Pilastro di questo impegno è il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), in vigore dal 1970, definito dalla Commissione la pietra angolare del regime globale di non proliferazione e la base per perseguire il disarmo, oltre che un elemento importante per lo sviluppo dell’energia nucleare a scopi pacifici. Bruxelles, sempre attraverso la Kallas, ha quindi affermato di sostenere l’attuazione piena ed equilibrata di tutte le sue disposizioni, compreso l’articolo 6, che impegna gli Stati a negoziare in buona fede la cessazione della corsa agli armamenti nucleari e il disarmo.

“L’Ue, prosegue Kallas, condivide l’obiettivo finale della totale eliminazione delle armi nucleari e promuove iniziative coerenti con questo traguardo: l’avvio immediato e la rapida conclusione dei negoziati su un trattato che vieti la produzione di materiale fissile per ordigni nucleari, e l’adesione universale e l’entrata in vigore del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari”.

Sul punto più delicato, la risposta riconosce l’esistenza di un dibattito in corso tra gli alleati Nato e alcuni Stati membri sulla “dimensione europea” della deterrenza nucleare, attorno a proposte di nuovi accordi su base bilaterale. “Ma l’Unione in quanto tale, precisa l’Alto rappresentante, non ha una politica di deterrenza nucleare: per svilupparne una, nell’ambito della Politica estera e di sicurezza comune e della Politica di sicurezza e di difesa comune, servirebbe il via libera unanime dei ventisette”.

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