10 Agosto 2026
Europa

Nove Paesi Ue contro la Commissione: “Stop alle nuove assunzioni”.

La Commissione europea dovrebbe rinunciare al piano di assumere circa 2.500 nuovi funzionari e aumentare la spesa amministrativa in una fase in cui agli Stati membri viene chiesto rigore di bilancio. È la posizione espressa dai ministri di nove Paesi dell’Unione in una lettera indirizzata al commissario al Bilancio, Piotr Serafin.

L’iniziativa, guidata dall’Austria e sottoscritta anche da Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Lettonia, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi, interviene nel pieno dei negoziati sul prossimo bilancio pluriennale dell’Ue, il Multiannual Financial Framework (MFF) per il periodo 2028-2034.

I firmatari, in particolare, hanno contestano la richiesta di fondi aggiuntivi destinati all’ampliamento dell’organico e all’aumento delle risorse per le spese amministrative. Secondo le stime riportate, l’assunzione dei 2.500 funzionari comporterebbe un costo complessivo di circa 1,4 miliardi di euro nell’arco del settennato, contraddicendo gli obiettivi dichiarati di efficienza e rischiando, così, di minare la credibilità complessiva della proposta di bilancio.

La Commissione europea, nel frattempo, chiede ai Paesi Ue di tagliare la spesa pubblica “per l’efficenza” e contemporaneamente dimostra di non voler applicare la stessa regola per se stessa, lanciando l’ennesimo messaggio sbagliato ai cittadini in un momento di forte pressione fiscale.

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