6 Settembre 2026
PoliticaSardegna

Norme per tutti, ma non per lo Stato: 36mila scuole italiane senza certificazioni di sicurezza.

Settembre, si riaprono le scuole. Oltre sette milioni di studenti e un milione di lavoratori tornano in classe. Ma la domanda è inevitabile: quanto sono sicuri i 40 mila edifici scolastici italiani?

La risposta, dati alla mano, è sconfortante, come ricorda un recente dossier di Tuttoscuola: 36 mila scuole non hanno una o più certificazioni obbligatorie di sicurezza. E quasi 3.600 – frequentate da circa 700 mila persone – non possiedono neppure una singola certificazione. Zero su cinque. Totalmente irregolari.

Meno di un edificio scolastico su dieci è perfettamente in regola. Tutti gli altri mancano di almeno una delle certificazioni fondamentali (agibilità, prevenzione incendi, omologazione centrale termica, piano di evacuazione e documento di valutazione dei rischi)

Documenti che non sono optional, ma obblighi di legge. Non averli significa una sola cosa: irregolarità.

E non è un dettaglio: ogni anno si registrano 60-70 incidenti tra crolli, cedimenti e altri episodi negli edifici scolastici. Molti stabili hanno più di sessant’anni; oltre 1.500 sono stati costruiti addirittura prima del 1920.

Il quadro è ancora più allarmante nelle aree ad alto rischio sismico. Campi Flegrei, area vesuviana, Abruzzo: territori già colpiti o minacciati da scosse che continuano a vivere con la spada di Damocle di scuole fuori norma. Un cortocircuito, unito alle periodiche narrazioni istituzionali sul “rilancio delle aree disastrate”, che sa di irresponsabilità collettiva.

L’Italia, dunque, continua a non imparare nulla. Un Paese che pretende moduli, timbri e bolli da ogni cittadino e impresa privata, che paralizza l’attività d’impresa con la burocrazia delle norme, si scopre, puntualmente, il primo a non rispettarle. Una classe dirigente che pretende la conformità da aziende, professionisti e cittadini, che sospende attività e infligge sanzioni per una pratica mancante, ma che poi – quando si tratta dei suoi muri e dei suoi tetti – dimentica persino le basi della sicurezza.

Le responsabilità? Comuni e Province sono formalmente proprietari degli edifici, ma a loro volta denunciano mancanza di fondi e procedure infinite. Lo “scaricabarile istituzionale” è servito. Il risultato: scuole che rimangono irregolari per decenni.

La verità è che l’edilizia scolastica è la cartina al tornasole di un Paese che rincorre le emergenze e non conosce la programmazione.

Si parla di fondi europei, di PNRR e di progetti salvo poi constatare che nulla può cambiare sul fronte dell’edilizia scolastica.

foto governo.it, licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT