Nord Stream e Druzhba: un europarlamentare accusa l’Ucraina
Il Nord Stream sabotato, il gasdotto Druzhba interrotto, e oltre 193 miliardi di euro di fondi europei nel frattempo versati a Kiev. È su questi temi che l’eurodeputato ungherese András Gyürk, del gruppo Patrioti per l’Europa, ha costruito un’interrogazione scritta alla Commissione europea dai toni apertamente polemici nei confronti dell’Ucraina e del sostegno che l’UE le garantisce.
Il punto di partenza è una recente pronuncia della Corte federale di giustizia tedesca, il massimo organo giurisdizionale ordinario della Germania, secondo cui l’attacco al gasdotto Nord Stream sarebbe stato con ogni probabilità condotto su ordine delle autorità ucraine, causando l’interruzione di servizi pubblici in almeno uno Stato membro dell’UE. A questo si aggiungono, nell’argomentazione di Gyürk, gli attacchi dell’agosto 2025 al gasdotto Druzhba, che rifornisce Ungheria e Slovacchia, presentati come parte di un sistematico schema di aggressioni ucraine contro le infrastrutture energetiche europee.
Sulla base di queste premesse, l’eurodeputato ha posto tre domande alla Commissione: se intenda assumere una posizione netta sugli attacchi ucraini alla sicurezza energetica di alcuni Stati membri; se consideri tali azioni compatibili con l’accordo di associazione UE-Ucraina; e se sia disposta a riconsiderare l’entità del sostegno finanziario a Kiev.
La risposta della Commissione: “La colpa è di Mosca”.
La risposta del commissario Dan Jørgensen, a nome della Commissione europea, rigetta implicitamente l’impostazione dell’interrogazione e riporta il discorso al quadro geopolitico complessivo. Bruxelles ribadisce con fermezza il pieno rispetto del diritto all’autodifesa dell’Ucraina ai sensi della Carta delle Nazioni Unite, coerentemente con quanto previsto dall’accordo di associazione UE-Ucraina.
Sul merito delle infrastrutture, la Commissione condanna “in linea di principio qualsiasi interferenza contro le infrastrutture dell’UE”, ma subito dopo sposta l’attenzione sulla Russia, ricordando che Mosca ha lanciato “centinaia di attacchi massicci” contro le infrastrutture energetiche ucraine nel corso di quattro anni di invasione su larga scala, con l’obiettivo di terrorizzare la popolazione civile.
Riguardo al gasdotto Druzhba, la Commissione precisa di aver collaborato strettamente con Ungheria e Slovacchia per monitorare le interruzioni dell’estate 2025 e di gennaio 2026 , quando un attacco russo aveva causato la completa interruzione del flusso , e di aver facilitato la ricerca di forniture alternative per i due paesi colpiti.
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