11 Settembre 2026
Europa

NextGenerationEU verso i “saluti finali”: scade il termine per l’attuazione dei piani nazionali

Segna una tappa fondamentale per il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, cuore pulsante del programma NextGenerationEU, la scadenza raggiunta oggi dagli Stati membri per completare le riforme e gli investimenti previsti dai rispettivi piani nazionali di ripresa e resilienza.

Un momento decisivo per quella che l’Unione Europea (ma solo lei) definisce la propria risposta comune senza precedenti a due crisi epocali: la pandemia da Covid-19 e l’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina.

Con l’ingresso di NextGenerationEU nella sua fase conclusiva, l’attenzione si sposta ora sul completamento degli ultimi passaggi necessari a chiudere con successo il programma. Gli Stati membri avranno tempo fino al 30 settembre 2026 per presentare le richieste finali di pagamento nell’ambito del Dispositivo, corredate di tutta la documentazione giustificativa, mentre la Commissione Europea si è impegnata a completare tutti i versamenti entro il 31 dicembre dello stesso anno.

“NextGenerationEU ha contribuito a proteggere i nostri cittadini e le nostre economie in un momento di grande incertezza”, ha dichiarato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, sottolineando come il programma abbia accelerato le transizioni verde e digitale, riducendo la dipendenza dell’Europa dalle importazioni di energia, con benefici che, secondo la presidente, si faranno sentire per le prossime generazioni.

Attraverso NextGenerationEU e il suo strumento di punta, il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, l’Unione Europea ha inteso proteggere la propria economia e rafforzare la propria resilienza di fronte alla pandemia, oltre che alle importanti sfide geopolitiche ed energetiche degli ultimi anni. Questa risposta comune ha fornito all’Unione gli strumenti per agire con decisione, sostenere gli investimenti e promuovere la convergenza tra gli Stati membri.

Il programma, secondo la narrazione della Commissione europea, ha sostenuto l’attività economica in un momento critico, contribuendo a mantenere la disoccupazione su livelli storicamente bassi, e ha accelerato gli investimenti strategici nelle energie rinnovabili, nell’efficienza energetica e nelle tecnologie pulite.

NextGenerationEU ha inoltre dimostrato (ma sempre e solo secondo la narrazione dell’Esecutivo europeo) una lezione importante per il futuro dell’Unione: “L’investimento pubblico produce un impatto particolarmente significativo quando è accompagnato da riforme strutturali. Collegando i finanziamenti ad ambiziose agende di riforma e investimento nazionali, il programma ha fornito un modello per un modello di crescita europeo più solido, fondato su resilienza, sostenibilità, produttività e coesione”.

Da domani, precisa la Commissione, le azioni intraprese dagli Stati membri non potranno più essere prese in considerazione nella valutazione delle richieste di pagamento, compresi eventuali pagamenti già sospesi, e non sarà più possibile adottare ulteriori modifiche ai piani nazionali di ripresa e resilienza.

Anche il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto, ha commentato la scadenza odierna, definendola “un passo importante nella trasformazione dei piani nazionali in risultati concreti sul territorio”, sottolineando come il programma abbia sostenuto “riforme e investimenti capaci di modernizzare le economie europee, accelerare la transizione energetica pulita e rafforzare la capacità dell’Unione di rispondere a futuri shock”.

Sulla stessa linea narrativa anche il commissario per l’Economia e la Produttività, Valdis Dombrovskis, secondo cui NextGenerationEU ha dimostrato come “un’azione comune europea possa produrre solidi risultati economici anche in circostanze eccezionali, combinando investimenti e riforme a sostegno della crescita, dell’occupazione e della convergenza tra Stati membri, con la priorità ora rivolta a garantire una conclusione tempestiva e di successo di questo strumento senza precedenti”.