Netanyahu approva la costruzione di migliaia di nuove case in Cisgiordania: “Nessuno Stato palestinese sorgerà qui”.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dato il via libera alla costruzione di 3.400 nuove unità abitative per coloni nella zona E-1 della Cisgiordania, a est di Gerusalemme, ribadendo che Israele non “permetterà la creazione di uno Stato palestinese”.
L’annuncio è arrivato durante una cerimonia a Maale Adumim, insediamento strategico situato a pochi chilometri dalla capitale. “La città di Maale Adumim raddoppierà le sue dimensioni. Entro cinque anni vivranno qui 70.000 persone. Si tratta di cambiamenti epocali,” ha dichiarato Netanyahu, sottolineando di aver mantenuto una promessa fatta in passato.
“C’è un’altra promessa che manterremo. Abbiamo detto che non ci sarà uno Stato palestinese, e così sarà. Questa terra ci appartiene: difenderemo il nostro patrimonio, la nostra terra e la nostra sicurezza,” ha aggiunto il premier.
Secondo l’organizzazione per i diritti umani Shalom Akhshav, il progetto prevede la costruzione di migliaia di abitazioni nell’area E-1, considerata cruciale per la continuità territoriale di un futuro Stato palestinese.
Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, leader del partito di estrema destra Sionismo Religioso e responsabile delle politiche sugli insediamenti per conto del ministero della Difesa, aveva già annunciato in agosto l’intenzione di rilanciare il piano per l’espansione di Maale Adumim e “cancellare l’idea di uno Stato palestinese”.
La decisione di Israele, però, si pone in contrasto con la Risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 2016, che chiedeva la cessazione di tutte le attività di colonizzazione nei Territori Occupati.
Ma, come noto, del diritto internazionale Tel Aviv non sa cosa farsene.
foto UN/Loey Felipe
