5 Marzo 2026
PoliticaSardegna

Nessun taglio alle tasse, Ryanair pronta a ridurre i voli, Frongia: “Rischio gravissimo per turismo e imprese del Sud Sardegna”.

Allarme della FIPE Confcommercio Sud Sardegna sul possibile ridimensionamento, o addirittura sul progressivo disimpegno, di Ryanair dagli aeroporti sardi. Uno scenario che, a pochi mesi dall’avvio della stagione estiva, rischia di avere ripercussioni pesantissime non solo sul sistema dei trasporti, ma sull’intera economia turistica e commerciale del territorio.

Il confronto tra la compagnia low cost e la Regione Sardegna resta infatti bloccato sul nodo delle addizionali comunali che gravano sui biglietti aerei, un costo che rende i collegamenti da e per l’Isola meno competitivi rispetto ad altre destinazioni. Un problema già emerso in altri contesti europei, come la Spagna, dove la mancata riduzione delle imposte ha portato Ryanair a tagliare rotte e passeggeri. Uno scenario che potrebbe ora ripetersi anche in Sardegna, dove la compagnia copre circa il 62% dei collegamenti complessivi.

“Per il Sud Sardegna, sottolineano dalla FIPE Confcommercio Sud Sardegna, la perdita anche parziale di Ryanair significherebbe meno arrivi e meno presenze, con un impatto immediato su bar, ristoranti, pubblici esercizi e sull’intera filiera dell’accoglienza”.

Una contrazione dei flussi turistici si tradurrebbe inevitabilmente in meno lavoro, meno occupazione stagionale e minori incassi per migliaia di imprese già provate dall’aumento dei costi energetici, delle materie prime e dall’inflazione.

Secondo l’associazione, la proposta regionale di intervenire sulle addizionali solo per la stagione invernale (cosa aspettarsi da chi, come da dichiarazione dei redditi, non ha mai gestito “un cosiddetto”), sebbene orientata alla destagionalizzazione, rischia di non essere sufficiente a garantire stabilità e continuità dei collegamenti, soprattutto in vista dell’estate, periodo cruciale per l’economia del Sud Sardegna.

“Serve una scelta politica chiara e coraggiosa, evidenzia FIPE Confcommercio Sud Sardegna, che tenga conto della condizione di insularità e del ruolo strategico della connettività aerea per lo sviluppo economico. Non si tratta di cedere a ricatti, ma di costruire una strategia strutturale e di lungo periodo, evitando di rincorrere le emergenze”.

Da qui la richiesta alla Regione di un confronto immediato e trasparente con tutti gli attori economici e sociali, affinché eventuali misure fiscali siano accompagnate da garanzie concrete su rotte, frequenze e numero di passeggeri, evitando che il peso delle scelte ricada ancora una volta sulle imprese locali.

“Se Ryanair dovesse ridurre la sua presenza in Sardegna, a perdere non saranno solo gli aeroporti, ma centinaia di bar, ristoranti e pubblici esercizi del Sud Sardegna che vivono grazie ai flussi turistici”, ha aggiunto Emanuele Frongia, presidente di FIPE Confcommercio Sud Sardegna. “Ogni volo in meno significa meno clienti, meno lavoro e meno occupazione. Chiediamo alla Regione una decisione rapida e strutturale: la connettività non è un privilegio, ma una condizione essenziale per la sopravvivenza delle nostre imprese e per il futuro del territorio”.

Lavoro, trasparenza, sanità e, oggi, trasporti. Qualcuno/a può ancora nutrire dubbi circa l’incapacità politica di Alessandra Todde e del Campo largo oggi al potere?

foto Sogaer