Nella Republika Srpska vince l’uomo di Milorad Dodik.
Arriva oggi l’ennesimo copione già visto nella politica della Republika Srpska: il leader nazionalista serbo-bosniaco Milorad Dodik ha annuncia la vittoria del suo candidato di fiducia, Sinisa Karan, nelle presidenziali dell’entità a maggioranza serba della Bosnia ed Erzegovina. Un esito che, secondo i dati diffusi dallo stesso “ex numero uno di Banja luka”, confermerebbe ancora una volta la capacità del potere locale di rigenerarsi, anche contro le decisioni della magistratura nazionale.
Dodik, alla guida dell’SNSD, il partito che domina da anni la scena politica dell’entità, ha parlato in conferenza stampa da Banja Luka, congratulandosi con Karan. A conteggi quasi ultimati, Karan disporrebbe di un margine di circa 10 mila voti sul principale sfidante, Branko Blanusa dell’SDS.
“È una grande vittoria”, ha dichiarato Dodik, sottolineando che il risultato dimostrerebbe un solido appoggio popolare verso “un governo che, nonostante le scosse giudiziarie e istituzionali, continua a rimanere saldamente ancorato ai vertici del potere della Republika Srpska”.
Resta però un dato significativo: l’affluenza, ferma intorno al 37%, resta ben al di sotto degli standard a cui la Bosnia-Erzegovina era abituata negli ultimi anni. Un segnale che misura distanza, disillusione o forse la percezione diffusa che, nella Republika Srpska, gli equilibri politici cambino raramente. Quindi, perché recarsi alle urne?
Le elezioni anticipate erano state indette dopo la revoca del mandato presidenziale allo stesso Dodik. Ma, come spesso accade nella turbolenta politica dell’entità serbo-bosniaca, il potere trova sempre una finestra da cui rientrare.
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