Navi ONG e immigrazione illegale: la Commissione UE chiarisce i limiti delle competenze europee.
Le attività delle ONG impegnate nei soccorsi nel Mediterraneo tornano al centro del dibattito politico europeo. Un gruppo di eurodeputati italiani del Partito per l’Europa (PfE) – tra cui Anna Maria Cisint, Silvia Sardone, Isabella Tovaglieri, Susanna Ceccardi, Paolo Borchia, Aldo Patriciello, Raffaele Stancanelli e Roberto Vannacci – ha presentato alla Commissione europea un’interrogazione scritta per chiedere chiarimenti sul ruolo delle navi umanitarie e sulla loro presunta connessione con i flussi di immigrazione illegale verso l’Italia.
L’interrogazione: “ONG che violano le indicazioni del Viminale”.
Nel testo, gli eurodeputati citano il caso della nave “Mare Jonio” della ONG Mediterranea Saving Humans, che il 21 agosto avrebbe deciso di sbarcare 10 migranti irregolari nel porto di Trapani, anziché in quello di Genova, come indicato dal Ministero dell’Interno italiano.
La stessa organizzazione, ricordano gli autori dell’interrogazione, aveva dichiarato pubblicamente di essere consapevole di violare la legislazione nazionale.
Oltre a questo episodio, i parlamentari segnalano che la magistratura italiana ha avviato indagini su possibili casi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in relazione al presunto ruolo di alcune ONG nei contatti con trafficanti di esseri umani operanti nel Mediterraneo.
La Commissione: “La ricerca e il soccorso restano competenza degli Stati”.
A nome dell’esecutivo europeo, il commissario Magnus Brunner ha fornito risposta scritta il 6 novembre 2025, precisando che le attività di ricerca e soccorso (SAR) in mare sono disciplinate dal diritto internazionale e coordinate a livello nazionale.
“L’individuazione del porto sicuro di sbarco spetta al centro di coordinamento dei soccorsi marittimi competente per la singola operazione”, ha spiegato Brunner, ricordando che l’UE non interviene nella gestione diretta delle missioni né nella scelta dei porti di destinazione.
La direttiva sul favoreggiamento ancora in discussione.
Brunner ha poi chiarito che la proposta di direttiva europea sul favoreggiamento dell’ingresso, del transito e del soggiorno illegali – attualmente in fase di negoziazione tra Parlamento e Consiglio – definisce i reati collegati al traffico di migranti, ma non disciplina le operazioni di soccorso in mare, che restano distinte per natura e finalità.
Cooperazione internazionale contro il traffico di migranti.
La Commissione ha infine ribadito il proprio impegno nella lotta globale contro il traffico di esseri umani, nell’ambito dell’Alleanza mondiale contro il traffico di migranti.
L’obiettivo, ha spiegato Brunner, è rafforzare la cooperazione internazionale su tre fronti: la prevenzione del traffico di migranti, la repressione delle reti criminali e la creazione di alternative legali e sicure alla migrazione irregolare.
Bruxelles: “L’UE non criminalizza il soccorso in mare”.
Pur ribadendo la necessità di contrastare le attività dei trafficanti, la Commissione ha precisato che le operazioni di salvataggio condotte nel rispetto del diritto internazionale non possono essere assimilate a reati di favoreggiamento.
La linea europea resta quella di bilanciare il controllo delle frontiere con l’obbligo di tutela della vita umana in mare, in linea con le convenzioni internazionali e i principi fondamentali dell’Unione.
foto Mass Communication Specialist 2nd Class Justin Stack)
