Mutui, la BCE alza ancora i tassi: rate fino a 53 euro in più nel 2026
La Banca Centrale Europea ha nuovamente alzato i tassi di interesse. Un intervento che, secondo l’analisi dell’Osservatorio Facile.it, si traduce in un aggravio immediato per milioni di famiglie italiane con un mutuo a tasso variabile: la rata di un finanziamento standard da 126.000 euro in 25 anni salirà di circa 17 euro, passando dagli attuali 614 a 631 euro.
Il dato diventa ancora più significativo se letto in prospettiva annuale: da gennaio a oggi la rata di quello stesso mutuo era già cresciuta di 36 euro, partendo da 578 euro a inizio anno. Con la stretta di oggi confermata, l’incremento complessivo nel 2026 arriverà quindi a 53 euro in più al mese. Una traiettoria che, secondo Facile.it, porterà nel 2027 i mutuatari a tasso variabile standard a spendere oltre 600 euro in più di interessi nell’arco dell’anno.
Dietro la nuova stretta monetaria, spiegano gli esperti di Facile.it, c’è il perdurare della crisi in Medio Oriente, che sta spingendo verso l’alto i prezzi delle materie prime e, di conseguenza, l’inflazione. Una dinamica che ha convinto il mercato ad aspettarsi un nuovo intervento restrittivo da parte della BCE nella riunione di oggi.
Le previsioni peggiori riguardano però il futuro prossimo. Guardando ai futures sugli Euribor, il mercato si attende almeno un secondo rialzo dei tassi entro la metà del 2027, e non esclude un terzo intervento prima della fine dello stesso anno. Secondo i futures aggiornati alla prima settimana di settembre, l’Euribor a tre mesi — oggi al 2,67% e principale indice di riferimento per i mutui variabili , potrebbe salire fino al 3,10% entro giugno 2027. Tradotto in termini pratici, la rata di un mutuo standard potrebbe superare i 650 euro mensili, contro i 614 attuali.
Al di là della dinamica sui tassi, l’Osservatorio Facile.it – Mutui.it fotografa anche l’andamento della domanda nei primi otto mesi del 2026. L’importo medio richiesto per un mutuo è stato di 139.599 euro, in crescita dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a copertura del 74% del valore dell’immobile , mediamente attorno ai 206.000 euro.
Si abbassa invece l’età media dei richiedenti, scesa dai 40,5 anni dello scorso anno ai 39 di oggi, con un ulteriore calo sotto i 37 anni se si considerano le sole richieste per la prima casa. In flessione anche il peso delle surroghe, passate dal 26% al 17% del totale.
Il tasso fisso resta la scelta nettamente prevalente tra gli italiani, con il 93% delle richieste, ma cresce in modo significativo la quota di chi opta per il variabile, salita dall’1% al 7% . Un incremento spinto dalle condizioni favorevoli offerte a inizio anno su questo prodotto, il cui vantaggio economico si è però progressivamente ridotto nelle ultime settimane.
Variabile o fisso: cosa conviene oggi?
Secondo l’analisi di Facile.it, le migliori offerte sul mercato restano quelle a tasso variabile, anche se il divario rispetto al fisso si sta assottigliando, complice la concreta possibilità di ulteriori rialzi degli indici nei prossimi mesi. Prendendo a riferimento un finanziamento da 126.000 euro, ammortamento in 25 anni, a copertura del 70% del valore dell’immobile, i migliori tassi variabili disponibili online partono oggi da un TAN del 2,65%, con una rata iniziale di 575 euro , circa 32 euro in meno rispetto alle migliori offerte a tasso fisso, che partono invece da un TAN del 3,15% e una rata di 607 euro.
foto NAILUN
