Europa

Musk: “Le critiche al chatbot AI di X usate come pretesto per la censura”.

Elon Musk ha denunciato quella che definisce una strumentalizzazione delle critiche rivolte a X, la sua piattaforma social, accusando governi e detrattori di sfruttare il caso del chatbot di intelligenza artificiale Grok per giustificare forme di censura.

Secondo il miliardario, le polemiche sul sistema AI – che consente la creazione di contenuti deepfake osceni non consensuali, inclusi immagini di donne e minori – sarebbero un pretesto per limitare la libertà di espressione: “Vogliono solo sopprimere il free speech”, ha scritto Musk sabato sul suo stesso social network X.

La presa di posizione arriva dopo le forti reazioni suscitate dalla funzione di manipolazione digitale, inizialmente liquidate dalla società xAI con una secca smentita: “Legacy Media Lies”. Venerdì, tuttavia, Grok ha bloccato la generazione di immagini per gli utenti non abbonati, riservando la funzione esclusivamente a chi paga.

Una misura giudicata insufficiente da governi e osservatori, secondo i quali limitare l’accesso ai soli abbonati non risolve il problema. Diversi Paesi e organizzazioni hanno condannato la funzione o avviato procedure per impedirne l’utilizzo.

L’Indonesia, ad esempio, ha deciso di bloccare temporaneamente Grok proprio a causa della tecnologia deepfake. Anche la Commissione europea ha invitato le piattaforme social a impedire la creazione di contenuti illegali.

Dal Regno Unito è arrivata una critica netta alla scelta di X di rendere lo strumento disponibile solo agli utenti paganti, definendola una decisione che trasforma la possibilità di generare immagini illecite in un “servizio premium”.

foto Air Force Senior Airman Madelyn Keech, DOD