“Musciuridda”, un’associazione per promuovere la riscoperta del territorio e della vita agreste.

Il mondo rurale custodisce un tesoro di arti, conoscenze e talenti che, da tempo immemore, si tramanda di generazione in generazione. Se in un passato recente questo mondo ha patito le stigmate di un modernità che marciava in direzione opposta, oggi assistiamo alla sua riscoperta.

Una rinnovata consapevolezza spinge un numero crescente di persone a distaccarsi, in parte o del tutto, dalla frenesia quotidiana per riscoprire la poesia e la bellezza della dimensione agreste.

Recentemente si è costituita a Capoterra l’associazione di promozione sociale Musciuridda – “Telaio a cielo aperto”, allo scopo di promuovere questo processo di riscoperta e, più in generale, uno stile di vita in armonia con la natura.

Abbiamo incontrato una della fondatrici, Sabina Scattu, artista e artigiana del ricamo, per conoscere il progetto dell’associazione Musciuridda.

Come è scaturita l’idea di un’associazione dedicata alla cultura e le arti del mondo rurale?

Il progetto culturale Telaio a cielo aperto racconta la storia di chi, con le sue mani, ha creato e ha lasciato un segno del suo passaggio e della sua esistenza. Un progetto che nasce dall’esigenza di non dimenticare ciò che si è stati, con l’obiettivo di parlare ancora di terra, di storie, di cultura, di creatività legata al filo, in un modo nuovo e più moderno.

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In cosa consiste il patrimonio culturale del mondo rurale?

Il patrimonio rurale non è definibile con semplici parole, perché è frutto della fatica del lavoro e di gesti ripetuti da tempo immemore. E’ un rituale fatto di racconti orali mai trascritti, che lasciano ricordi talvolta felici, talvolta tristi, magari legati alla nascita, alla morte o a eventi naturali eccezionali. Piantare un albero, una vigna, realizzare un manufatto, sono segni della vita rurale e della sua cultura.  

In che modo il mondo rurale può coniugarsi con la modernità?

Il filo conduttore è la passione, che invita, ad esempio, a coltivare un orto o a piantare un fiore, per poi fotografarlo e riportarlo su tessuto, affinché resti immortalato e visibile alle generazioni future. È un modo per lasciare una traccia, ma non solo. La modernità crea l’occasione per aprirsi alla natura e ai suoi elementi e accrescere il beneficio psicologico di veder fiorire un lavoro dalle proprie mani. Questo è un privilegio che i nostri avi non sempre hanno avuto la possibilità di cogliere, poiché vivevano di ciò che coltivavano e talvolta non erano consapevoli della bellezza di cui erano circondati.

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Quali sono le attività che realizzate?

Le nostre sono attività culturali, che abbracciano diverse espressioni. Regalati un cuore verde è la formula offerta ai soci per adottare un albero o un fiore, per godere dei frutti e di una varietà enorme di colori e sapori. Proponiamo la possibilità di prendersi cura di un ulivo, di un piccolo orto o di una pianta da fiore, per seguirne la crescita e raccoglierne i frutti;

Letture immersive, per imparare ad ascoltare il suono delle parole, la loro potenza evocativa e il senso più profondo nascosto tra le pagine di un libro; Attività creative legate al filo, come il ricamo, l’uncinetto, la tessitura, la maglia e il macramè;Il riciclo degli elementi naturali e del filo; i saperi e i sapori della vita rurale e, infine, vita e giochi all’aria aperta.

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Quali progetti avete in programma nei prossimi mesi?

Proveremo a coinvolgere e a sensibilizzare le persone a un vivere più lento, riflessivo, rispettoso dell’ambiente e degli altri esseri viventi. Un ritorno alla terra e al saper fare.

La vostra associazione opera a Capoterra. Che legami avete con il territorio?

Siamo convinti che modellare bellezza in un luogo ricco dei colori della natura sia più semplice. L’associazione terrà le sue molteplici attività in uno spazio dove sorgeva un’azienda avicola, che ha operato a Capoterra per cinquant’anni. Il legame con il paesaggio e con la vita rurale è indissolubile. L’APS cercherà di far conoscere il luogo su cui poggia in tutta la sua magnificenza, con incontri, eventi culturali e collaborazioni con le realtà affini che vivono e lavorano nel territorio.