13 Maggio 2026
Europa

Mosca-Washington, Ushakov: “Nessun compromesso raggiunto sui territori. I lavori continueranno”

Si è concluso con un cauto ottimismo ma senza accordi concreti il lungo faccia a faccia tra l’amministrazione russa di Putin e i due inviati speciali del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. Un incontro che, secondo quanto riferito dal consigliere presidenziale russo Yury Ushakov ai giornalisti a margine del vertice, è durato ben cinque ore, “non cinque minuti”, ha tenuto a precisare, e si è svolto in un clima definito “estremamente utile, costruttivo e sostanziale”.

Il piano in 27 punti e i quattro documenti aggiuntivi.

Al centro del confronto, i documenti trasmessi da Washington a Mosca nelle settimane precedenti. Ushakov ha confermato l’esistenza di un testo originario composto da 27 punti, a cui si sono successivamente aggiunti quattro ulteriori documenti, tutti inerenti a un possibile accordo di pace duraturo sulla crisi ucraina. “Non abbiamo lavorato sulla formulazione specifica delle proposte americane”, ha precisato il consigliere, “ne abbiamo discusso l’essenza”. Su alcune di esse Mosca si è dichiarata disponibile al dialogo; su altre, Putin non ha nascosto “un atteggiamento critico, se non apertamente negativo”.

La questione territoriale.

Tra i temi affrontati, quello territoriale rimane il più spinoso. Ushakov lo ha definito “di estrema importanza” per entrambe le parti, ammettendo però che “non è ancora stata trovata alcuna soluzione di compromesso”. Alcune proposte americane sarebbero “più o meno accettabili”, ma necessitano di ulteriori approfondimenti, mentre altre formulazioni restano per Mosca inaccettabili. I negoziati, insomma, sono tutt’altro che conclusi.

Kushner, il nuovo volto al tavolo.

Figura relativamente nuova nella partita russo-americana, Jared Kushner, genero di Trump e già protagonista dei negoziati in Medio Oriente, si è seduto per la prima volta al tavolo sul dossier ucraino. Ushakov ne ha riconosciuto il contributo, ricordando il ruolo svolto insieme a Witkoff nell’accordo su Gaza, e sottolineando come Kushner abbia partecipato attivamente alla stesura dei documenti consegnati a Mosca.

Segnali politici e prossime tappe.

Al termine del colloquio, i due inviati americani si sono diretti all’ambasciata statunitense per riferire a Washington, dove incontreranno Trump in persona per un briefing dettagliato. Non è prevista, almeno per ora, una tappa a Kiev. Putin, dal canto suo, ha affidato ai due emissari “segnali politici importanti” da trasmettere al presidente americano, di cui Ushakov non ha rivelato il contenuto.

Sul possibile vertice diretto Putin-Trump, il consigliere ha mantenuto la linea della cautela: “Dipenderà dai progressi che riusciremo a fare attraverso i canali dei rispettivi rappresentanti”. I contatti tra le due parti, ha assicurato, riprenderanno presto per via telefonica.

Una cosa, però, Ushakov l’ha detta chiaramente: “Non siamo più lontani di prima. Ma c’è ancora molto lavoro da fare, sia a Mosca che a Washington”.

foto Peggy und Marco Lachmann-Anke da Pixabay.com