13 Aprile 2026
Europa

Mosca vieta l’export di benzina: stop dal 1° aprile al 31 luglio

La Russia ha deciso di vietare le esportazioni di benzina da parte dei produttori nazionali a partire dal prossimo 1° aprile.

Il provvedimento, che resterà in vigore fino al 31 luglio, sarebbe stato definito nel corso di una riunione cui hanno partecipato il vicepremier russo Alexander Novak, i ministeri competenti e le principali compagnie petrolifere del Paese.

Lo stesso Novak ha poi chiarito gli obiettivi della misura: stabilizzare i prezzi sul mercato interno e garantire forniture prioritarie di carburante alla domanda domestica, scongiurando rincari superiori alle previsioni.

Una azione, dunque, decisa per evitare che la benzina prodotta in Russia finisca all’estero, dove magari si spunta un prezzo migliore, bloccando temporaneamente le esportazioni. In questo modo, tutta la benzina prodotta resterà disponibile per il mercato russo, aumentando l’offerta interna e tenendo i prezzi sotto controllo.

È, fanno sapere dalla vicepresidenza russa, “una misura classica di intervento statale sull’economia”: invece di lasciare che il mercato decida dove va il prodotto, lo Stato forza le aziende a rifornire prima il proprio Paese.

Dal punto di vista geopolitico ed economico, è anche un segnale che la Russia sta facendo i conti con pressioni interne sui prezzi, a causa delle sanzioni, guerra e distorsioni del mercato energetico globale.