Mosca: “Pronti a discutere il piano di Trump”.
Mosca ha ricevuto – ma non per via ufficiale – la proposta statunitense per un possibile accordo sulla guerra in Ucraina e si dice pronta a discuterla. A confermarlo è il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, che ha rivelato come il piano dell’amministrazione Trump sia arrivato attraverso “canali informali”, senza alcuna trasmissione diplomatica formale.
“Il documento è nelle nostre mani, lo abbiamo ricevuto in modo non ufficiale”, ha dichiarato Lavrov ai giornalisti. “Come ha già detto il presidente, siamo disponibili a esaminarne il contenuto, anche perché ci sono punti che necessitano chiarimenti. Ma finora – ha aggiunto – i nostri colleghi americani non ci hanno fornito la versione completa, quella di cui parlano i media”.
Lavrov contro Parigi e la “diplomazia dei megafoni”.
Il ministro russo ha colto l’occasione per criticare aspramente le uscite pubbliche di alcuni leader occidentali, accusandoli di perseguire obiettivi politici, non diplomatici: “Chi pratica questa forma di diplomazia urlata non lo fa per nobili scopi -, ha detto Lavrov -. Macron ha già dichiarato che il piano di Trump è inaccettabile perché equivarrebbe a una resa alla Russia. Ha anche aggiunto altre obiezioni, insistendo che qualsiasi accordo debba dipendere dalla volontà dell’Ucraina. I veri diplomatici discutono questi temi in privato, come dovrebbe essere, fino al raggiungimento di un accordo finale, non attraverso la stampa”.
Le prime indiscrezioni occidentali sulla bozza originale – quella ormai famigerata dei 28 punti – indicavano la rinuncia formale dell’Ucraina all’adesione alla NATO, l’impegno dell’Alleanza Atlantica a non integrare Kiev nella propria sfera strategica, il riconoscimento da parte di Washington della sovranità russa su Crimea e Donbass, il ritiro delle truppe ucraine dalla DPR, il riconoscimento della lingua russa come lingua ufficiale in Ucraina, il ridimensionamento delle forze armate ucraine e la cancellazione progressiva delle sanzioni contro Mosca.
Prevedibilmente, diversi leader europei hanno bocciato l’impianto del piano e avviato la preparazione di contro-proposte.
Il quadro che emerge è quello di una trattativa sotterranea, che procede tra fughe di notizie, bozze non ufficiali e veti europei. Mosca si dice pronta a discutere, Washington parla di progressi significativi, mentre l’Europa – come sempre -appare divisa.
foto Armenpress
