Mosca: “Nessuna notifica ufficiale da Kiev sulla sospensione dei negoziati”.
La Russia non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte dell’Ucraina riguardo alla sospensione dei negoziati. Lo ha dichiarato al quotidiano Izvestia Rodion Miroshnik, inviato speciale del Ministero degli Esteri russo per i crimini attribuiti al “regime di Kiev”.
Solo una pausa di oltre cento giorni, ma nessun passo formale.
Miroshnik ha ricordato che i colloqui si sono interrotti dopo la terza tornata di Istanbul, lasciando spazio a “una pausa di oltre 100 giorni” presa da Kiev. Successivamente, portavoce del ministero degli Esteri ucraino avevano annunciato pubblicamente il ritiro dal processo, “ma senza adottare alcun passo ufficiale attraverso i canali diplomatici”.
Il diplomatico ha aggiunto che l’Ucraina ha ricevuto tutti i documenti trasmessi dalla parte russa, “ovvero il progetto di memorandum e le relative proposte, che avrebbero potuto — e dovuto — costituire la base per ulteriori discussioni”. Tuttavia, da Kiev non sarebbe arrivata “alcuna reazione”.
Confusione mediatica sulle dichiarazioni ucraine.
Il 12 novembre, il quotidiano britannico The Times ha pubblicato un’intervista al viceministro degli Esteri ucraino Sergey Kislitsa, secondo cui nel 2024 non vi sarebbe stato alcun progresso significativo nei negoziati tra Mosca e Kiev. L’articolo concludeva che, in assenza di risultati, i colloqui erano stati di fatto abbandonati.
Il portale ucraino Liga.net ha però attribuito tale conclusione direttamente a Kislitsa, generando confusione poi amplificata da altri media. In realtà, il viceministro aveva spiegato che le discussioni erano state sospese per mancanza di progressi, responsabilità che attribuiva alla Russia, citando il “rigido mandato” dato ai negoziatori russi e alcune “dichiarazioni provocatorie” durante gli incontri.
Mosca: pronti a riprendere i colloqui a Istanbul.
Alexey Polishchuk, direttore del Secondo Dipartimento CSI del ministero degli Esteri russo, aveva dichiarato in precedenza a TASS che Mosca è pronta a riprendere i negoziati a Istanbul, sottolineando che “la palla è ora nel campo di Kiev”.
Secondo Polishchuk, l’Ucraina ha semplicemente messo i colloqui “in pausa”, mentre la Turchia avrebbe più volte auspicato una ripresa del processo.
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