Europa

Mosca: “Monitoriamo da vicino gli sviluppi in Venezuela”.

La Russia sta seguendo con grande attenzione la situazione in Venezuela, alla luce delle crescenti pressioni militari statunitensi. Lo ha dichiarato alla TASS il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, commentando un’inchiesta del Washington Post secondo cui il presidente venezuelano Nicolás Maduro avrebbe chiesto a Vladimir Putin la fornitura di missili, radar e aerei.

“Stiamo monitorando attentamente la situazione in Venezuela”, ha affermato Peskov, sottolineando il clima di tensione creato dalle minacce di Washington.

Cresce la pressione diplomatica e militare.

Secondo fonti statunitensi citate dalla stampa americana, l’amministrazione USA starebbe valutando opzioni militari contro obiettivi venezuelani, mentre il presidente Donald Trump ha ufficialmente negato qualsiasi decisione in tal senso. Allo stesso tempo, diversi media riportano che la Casa Bianca avrebbe interrotto i tentativi di mediazione diplomatica e dato mandato alla CIA di avviare operazioni clandestine nel Paese sudamericano.

Maduro, dal canto suo, sostiene che Caracas stia affrontando “la minaccia di invasione più seria degli ultimi cento anni”, accusando Washington di utilizzare la lotta al narcotraffico come pretesto per mobilitare forze nella regione caraibica. Nulla di più plausibile pensando alla “dottrina Cheney” o alle tante malefatte americane in giro per il mondo viste nel corso degli ultimi 80 anni.

Trattato di cooperazione Russia-Venezuela.

La crisi arriva in un momento in cui Mosca ha ulteriormente rafforzato i rapporti con Caracas. Il 21 ottobre, la Duma russa ha ratificato il trattato di partenariato strategico con il Venezuela. Una decisione che il vice ministro degli Esteri russo, Sergej Rjabkov, ha definito “cruciale”, vista “la pressione senza precedenti, anche di natura militare”, esercitata dagli Stati Uniti sul Paese latinoamericano.

foto Peggy und Marco Lachmann-Anke da Pixabay.com