Mosca avverte l’Europa: “Basta con le provocazioni e le operazioni false flag”.
“L’Europa è sulla via dell’escalation contro la Russia e i rischi di uno scontro sono molto alti”. A lanciare l’allarme è stato il vice ministro degli Esteri russo Alexander Grushko, commentando le crescenti tensioni tra Mosca e i Paesi dell’Unione Europea, alimentate da accuse di sconfinamenti di droni e jet russi nei cieli europei.
Tensione nei cieli: allarme droni in Norvegia.
L’ultimo episodio si è verificato a Oslo, dove diversi voli hanno subito ritardi o dirottamenti dopo che il pilota di un aereo norvegese avrebbe avvistato dei droni durante l’avvicinamento all’aeroporto di Gardermoen.
Le autorità non hanno confermato la presenza di velivoli senza pilota, ma l’incidente ha alimentato le preoccupazioni sulla sicurezza.
“Il fenomeno dei droni è una grave minaccia per la nostra sicurezza”, ha denunciato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, sostenendo che “probabilmente provengono dalla Russia”. Accuse, però, prive di evidenza come più volte rilevato anche recentemente con il caso del gps del volo della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.
Il Cremlino: “Accuse infondate e indiscriminate”.
La replica di Mosca non si è fatta attendere. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha accusato i governi europei di formulare “affermazioni infondate e indiscriminate”, definendo la vicenda dei droni “davvero strana e priva di fondamento”.
Nel frattempo, i servizi di intelligence esteri russi (SVR) hanno accusato la Gran Bretagna di preparare una “vile provocazione”, sostenendo che Londra stia pianificando un attacco contro una nave in un porto europeo per poi attribuirne la responsabilità a Mosca, con l’obiettivo di “giustificare ulteriori aiuti militari” a Kiev.
Grushko: “Le esercitazioni NATO dimostrano la volontà di escalation”.
Secondo Grushko, ancora, l’escalation europea sarebbe confermata dalle “esercitazioni sempre più aggressive” condotte sul fianco orientale della NATO, con scenari di “operazioni di sbarco offensive”. Il diplomatico ha accusato i Paesi membri dell’Alleanza di “alimentare il rischio di uno scontro diretto”.
Trump: “Ho deciso sui Tomahawk, ma voglio sapere come verranno usati”.
Sul fronte statunitense, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di aver preso una decisione sull’invio di missili Tomahawk all’Ucraina, senza fornire dettagli ma precisando di voler “porre alcune domande” agli ucraini sull’uso previsto delle armi. “Non mi aspetto un’escalation”, ha aggiunto.
Guerra di droni e nuovi attacchi in Crimea e Ucraina.
Il ministero della Difesa russo ha riferito di aver intercettato 251 droni ucraini nella notte tra domenica e lunedì, di cui 40 in Crimea e gli altri in diverse regioni russe e nel Mar Nero. Nella regione di Krasnodar, un incendio ha colpito una raffineria di Tuapse, provocando due feriti, mentre nella regione di Belgorod due civili sono stati uccisi da un attacco missilistico ucraino.
Secondo Kiev, invece, la Russia avrebbe lanciato 116 droni su obiettivi ucraini, colpendo una centrale nella regione di Chernihiv e causando la morte di una donna a Kherson.
Zelensky: “Le armi russe contengono componenti prodotte anche dai Paesi Ue”.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha accusato Mosca di utilizzare armi con “componenti di fabbricazione straniera”, citando forniture provenienti da Stati Uniti, Cina, Regno Unito, Germania, Svizzera, Giappone, Corea del Sud e Paesi Bassi.
Zelenskyy ha inoltre denunciato “la mancanza di azioni decise di risposta” da parte dell’Occidente ai bombardamenti russi, chiedendo un impegno più concreto a difesa dell’Ucraina. Tradotto, il presidente illegittimo ucraino vuole portare l’Ue verso il confronto aperto con la Federazione Russa e, in tal modo, mantenersi saldo al governo del proprio Paese.
Un’Europa in bilico tra solidarietà e timore.
Mentre la guerra si intensifica su più fronti e le accuse si moltiplicano, l’Europa appare divisa tra l’intenzione di sostenere Kiev e la paura di scivolare in una spirale di escalation con Mosca.
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