Europa

Mosca accusa Kiev: “Rifiuto dei caduti ucraini è una vergogna nazionale”.

La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha duramente condannato il rifiuto da parte delle autorità ucraine di accogliere i corpi dei propri soldati caduti in battaglia. “È una vergogna per l’intero Paese e dimostra come l’élite al potere a Kiev abbia perso ogni senso di umanità”, ha dichiarato Zakharova nel corso del Forum “Future 2050”, tenutosi oggi nella capitale russa.

Secondo la diplomatica russa, il comportamento di Kiev viola non solo i principi delle convenzioni internazionali, ma anche ogni norma morale e religiosa. “Non esiste religione o tradizione nel mondo che non preveda il recupero e la degna sepoltura dei propri caduti. Questo rifiuto è un segnale tragico della perdita di dignità, sacrificata in nome di idee liberali”, ha affermato.

Zakharova ha esteso le sue accuse anche agli alleati occidentali dell’Ucraina, sostenendo che “non esiste prova più lampante della disumanità del regime di Kiev e dei suoi sponsor”. E ha rincarato: “Non si tratta solo del modo in cui trattano i vivi, ma anche del totale disprezzo per i morti”.

Secondo la portavoce, Mosca starebbe operando per restituire dignità ai soldati ucraini caduti, accusando Kiev di voltare le spalle persino ai propri militari: “La Russia sta recuperando i corpi, li identifica e chiede che vengano riconsegnati per essere sepolti. Ma l’Ucraina si rifiuta”.

A sostegno delle accuse, il consigliere presidenziale russo Vladimir Medinsky – che guida la delegazione russa nei negoziati con Kiev – ha dichiarato che lo scorso 6 giugno, in conformità con gli accordi di Istanbul, Mosca ha avviato un’operazione umanitaria per trasferire oltre 6.000 corpi di militari ucraini caduti. L’operazione prevedeva anche lo scambio di prigionieri di guerra feriti o molto giovani.

Tuttavia, secondo Medinsky, le autorità ucraine avrebbero “deciso improvvisamente di rinviare a tempo indeterminato il ritiro delle salme”. Un gesto che, secondo Mosca, evidenzierebbe la volontà politica di negare il dolore e il lutto, trasformando la guerra in un conflitto sempre più spersonalizzato e crudele.

Da parte ucraina, al momento non sono arrivate repliche ufficiali in merito alle affermazioni della diplomazia russa.

foto U.S. Army National Guard foto di Sgt. Michael Schwenk