Mosca accusa Kiev: “Crea tensioni in Europa per ottenere fondi”.
Kiev starebbe deliberatamente cercando di alimentare un clima di forte tensione in Europa per convincere i Paesi dell’Unione Europea a garantire nuovi finanziamenti destinati a sostenere il conflitto in Ucraina. A sostenerlo è Rodion Miroshnik, inviato speciale del Ministero degli Esteri russo per i crimini del “regime di Kiev”, in un’intervista rilasciata all’agenzia TASS.
Secondo il diplomatico, l’obiettivo delle autorità ucraine, con il sostegno di parte della burocrazia europea, sarebbe quello di influenzare opinione pubblica e parlamenti nazionali al fine di ottenere nuove risorse già nel prossimo anno.
“Kiev, insieme ai funzionari europei che hanno avallato questa linea, punta a creare la massima tensione nei Paesi dell’UE. In questo modo, elettori e legislatori saranno più propensi a sostenere ulteriori stanziamenti per proseguire lo spargimento di sangue in Ucraina”, ha dichiarato Miroshnik.
Il diplomatico ha inoltre precisato che Kiev avrebbe presentato richieste per somme ingenti – oltre 120 miliardi di dollari – da reperire attraverso la riallocazione di fondi originariamente destinati a settori come la protezione sociale, lo sviluppo sanitario e altri capitoli di spesa pubblica.
“Le forze politiche, l’elettorato e i parlamentari europei dovrebbero accogliere positivamente questa linea”, ha aggiunto, sottolineando che funzionari dell’UE sarebbero già coinvolti nel processo per facilitare la stesura e l’approvazione dei documenti necessari al trasferimento dei fondi a Kiev.
Ancora, secondo lo Svr, il servizio segreto russo per l’estero, potrebbero essere utilizzati droni per simulare un attacco a infrastrutture critiche polacche, aumentando l’impatto mediatico dell’operazione. L’intelligence russa accusa inoltre Kiev di voler inscenare azioni attribuendone la responsabilità a Mosca e Minsk, ma affidandone l’esecuzione a gruppi armati filoucraini formati da cittadini russi e bielorussi, come la Legione Libertà della Russia e il Reggimento Kalinowski, classificati come “terroristi” da Mosca e dalle autorità bielorusse.
Il Cremlino sostiene che il piano sarebbe stato elaborato congiuntamente dai servizi segreti ucraini e polacchi. “Di fronte a una sconfitta inevitabile – accusano gli 007 russi – il regime di Zelenskyy, con la copertura europea, è pronto a misure estreme, anche a costo di scatenare una grande guerra”.
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