9 Maggio 2026
Sardegna

Morti sul lavoro, in quattro anni vittime in aumento dell’8,4%.

Sale il bilancio delle morti sul lavoro in Italia. Negli ultimi quattro anni, le vittime sono passate da 463 nel primo semestre del 2022 a 502 nel 2025, con un incremento dell’8,4%. Lo rileva l’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega di Mestre, sulla base dei dati dei primi semestri dal 2022 al 2025.

L’indagine evidenzia una situazione drammatica: l’incidenza nazionale di mortalità è salita da 14,8 a 15,1 decessi per milione di occupati, con picchi nelle fasce più vulnerabili. Gli ultrasessantacinquenni restano i più a rischio, mentre tra le donne gli infortuni mortali sono più frequenti in itinere. Gli uomini registrano la quota maggiore di vittime complessive.

Secondo la zonizzazione dell’Osservatorio, le regioni più a rischio sono Trentino-Alto Adige, Umbria, Sicilia, Abruzzo, Campania e Valle d’Aosta. Sardegna e Molise si confermano le uniche regioni a bassa incidenza (zona bianca) per tre anni su quattro. L’indice di mortalità considera la popolazione lavorativa, fornendo una mappa più accurata del rischio rispetto ai soli numeri assoluti di vittime.

I lavoratori stranieri hanno registrato un’incidenza di mortalità superiore agli italiani, con valori in aumento da 24,0 a 29,8 nei quattro anni considerati. Gli italiani, invece, hanno visto una lieve diminuzione da 13,8 a 13,4. Settori più colpiti: attività manifatturiere, costruzioni, sanità, commercio e trasporti/magazzinaggio.

Gli infortuni totali, mortali e non, mostrano una tendenza in calo dal 2022 al 2025 (-21,8%), ma con una distribuzione ancora critica per età: i giovanissimi tra 15 e 24 anni rimangono i più esposti, mentre i lavoratori tra 35 e 54 anni registrano incidenze più basse.

Analizzando la settimana lavorativa, lunedì e martedì risultano i giorni più neri per i lavoratori italiani: il lunedì ha contato il maggior numero di incidenti mortali nel 2023 e nel 2025, il martedì nel 2022 e nel 2024.

Foto di Gerhard G. da Pixabay.com