14 Marzo 2026
Sardegna

Morti sul lavoro in aumento: nei primi quattro mesi del 2025 quasi 300 vittime

I numeri parlano chiaro e tracciano un quadro sempre più preoccupante della sicurezza sul lavoro in Italia. Nei primi quattro mesi del 2025 sono stati registrati 291 morti sul lavoro, con un incremento dell’8,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. È quanto emerge dall’ultimo report pubblicato dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, che lancia l’allarme su un fenomeno ancora troppo spesso sottovalutato.

A preoccupare maggiormente è l’aumento dei decessi tra le donne, con 28 lavoratrici morte nei primi quattro mesi dell’anno, quasi il 50% in più rispetto al 2024. Di queste, 12 hanno perso la vita durante l’attività lavorativa, mentre 16 in itinere, nel tragitto casa-lavoro.

Più della metà del Paese è oggi in zona rossa o arancione, secondo la mappa elaborata dall’Osservatorio sulla base dell’incidenza degli infortuni mortali (numero di morti ogni milione di occupati).

In zona rossa, con un tasso superiore del 25% rispetto alla media nazionale (8,8 morti per milione), si trovano la Basilicata, Umbria, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Abruzzo, Sicilia e Campania. In zona arancione, invece, si piazzano la Puglia, Toscana, Veneto, Molise, Piemonte e Calabria. Tra le regioni più virtuose (zona bianca), infine, ci sono le Marche, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Emilia-Romagna e Sardegna.

A fare da sfondo alla tragedia è ancora una volta il settore delle Costruzioni, con 31 decessi, seguito da Trasporti e Magazzinaggio (30) e Attività Manifatturiere (29), mentre il giorno della settimana con il maggior numero di vittime è il venerdì (21,3%), seguito da lunedì e martedì.

A guidare la triste classifica delle regioni con più vittime complessive sono la Lombardia (34 decessi), Veneto (21), Campania (19), Piemonte e Sicilia (17 ciascuna), Toscana (16) e Puglia (14).

L’identikit delle vittime segnala come la fascia d’età 55-64 anni sia la più colpita, con 79 decessi su 211 avvenuti in occasione di lavoro. Allarmanti anche i dati tra i giovani (15-24 anni) e gli ultrasessantacinquenni, con incidenze rispettive di 9,6 e 19,2 morti ogni milione di occupati.

Il rischio è quasi doppio per i lavoratori stranieri: 39 morti in occasione di lavoro e 19 in itinere. In totale, 58 stranieri deceduti, pari al 20% delle vittime.

Le denunce di infortunio complessive sono in lieve calo rispetto al 2024 (-0,9%), ma i casi mortali aumentano. A fine aprile 2025 si contano 192.253 denunce totali, di cui 71.598 riferite a donne.