9 Maggio 2026
Sardegna

Morti sul lavoro, allarme sicurezza: 896 vittime nei primi dieci mesi del 2025.

La sicurezza sul lavoro resta una ferita aperta nel Paese. Da gennaio a ottobre 2025 le vittime di infortuni mortali sono state 896, sei in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Di queste, 657 hanno perso la vita in occasione di lavoro e 239 in itinere, lungo il tragitto casa-lavoro. È quanto emerge dall’ultimo report dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, aggiornato al mese di ottobre, che fotografa una situazione ancora critica, con più della metà delle regioni italiane classificate nelle fasce di rischio rosso e arancione.

“I numeri continuano a dirci che la sicurezza sul lavoro è una problematica irrisolta”, sottolinea Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio. “Nel 2025 le vittime sono già 896 e il settore delle Costruzioni, con 119 decessi, resta il più colpito”.

Rischio elevato in sei regioni.

Secondo l’indice di incidenza medio nazionale (27,5 morti sul lavoro ogni milione di occupati), finiscono in zona rossa Basilicata, Umbria, Puglia, Campania, Sicilia e Liguria, con un’incidenza superiore del 25% rispetto alla media. In zona arancione si collocano Marche, Veneto, Trentino-Alto Adige, Piemonte, Calabria, Abruzzo ed Emilia-Romagna. Zona gialla per Toscana e Sardegna, mentre hanno un rischio più contenuto – zona bianca – Lombardia, Lazio, Molise, Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia.

Lombardia in testa per numero di vittime.

Guardando ai numeri assoluti, la Lombardia registra il maggior numero di decessi in occasione di lavoro (86), seguita da Veneto (70), Campania (62), Emilia-Romagna (56), Piemonte (55), Sicilia (53) e Puglia (48). In coda Molise (2) e Valle d’Aosta (1).

Over 65 i più esposti.

L’analisi per fasce d’età evidenzia come il rischio più elevato riguardi i lavoratori over 65, con un’incidenza di 86,9 morti per milione di occupati. Seguono i 55-64enni (45) e la fascia 45-54 anni (27,3). In termini assoluti, proprio i lavoratori tra i 55 e i 64 anni risultano i più colpiti, con 240 vittime su 657.

Donne: calano i decessi sul lavoro, crescono quelli in itinere.

Nei primi dieci mesi del 2025 le donne decedute sono state 74, una in meno rispetto al 2024. Diminuiscono le morti in occasione di lavoro (36, undici in meno), ma aumentano quelle in itinere (38, dieci in più).

Stranieri: rischio più che doppio.

Particolarmente critica la situazione dei lavoratori stranieri: 205 le vittime complessive, pari a quasi un quarto del totale. Il rischio di morte sul lavoro per gli stranieri è più che doppio rispetto agli italiani, con un’incidenza di 57,7 morti per milione di occupati contro i 23,9 dei lavoratori italiani.

Costruzioni e manifattura i settori più colpiti.

Il settore con il maggior numero di decessi resta quello delle Costruzioni (119), seguito da Attività manifatturiere (98), Trasporti e magazzinaggio (84) e Commercio (57).

Lunedì è il giorno più pericoloso.

Il giorno della settimana con il maggior numero di infortuni mortali è il lunedì (22,8%), seguito dal venerdì (20,2%) e dal martedì (16,4%).

Denunce di infortunio in aumento.

Crescono anche le denunce di infortunio, salite del +1,2% rispetto al 2024: da 491.439 a 497.341. I numeri più alti arrivano dalle Attività manifatturiere, seguite da Costruzioni, Sanità, Trasporti e Commercio. Circa una denuncia su cinque riguarda lavoratori stranieri.