Morti sul lavoro, allarme nel primo semestre 2025: oltre 500 vittime. Aumentano i decessi, +7%.
Nel primo semestre del 2025 l’Italia fa i conti con un bilancio drammatico in tema di sicurezza sul lavoro: sono 502 i lavoratori deceduti tra gennaio e giugno, con un incremento del 7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Di questi, 362 sono morti in occasione di lavoro, mentre 140 hanno perso la vita in itinere, ossia nel tragitto casa-lavoro. Un dato che preoccupa soprattutto per l’impennata degli infortuni mortali in itinere, cresciuti del 33% rispetto all’anno scorso.
A fornire l’analisi dettagliata è l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre, che come ogni semestre pubblica l’aggiornamento dell’indice di incidenza infortunistica, elaborato sulla base delle denunce Inail.
Secondo i dati aggiornati a giugno 2025, l’indice di incidenza medio nazionale (Im) è pari a 15,1 morti ogni milione di occupati. Le regioni che superano di oltre il 25% questo valore finiscono in zona rossa: si tratta di Basilicata, Umbria, Trentino-Alto Adige, Sicilia, Puglia, Abruzzo e Campania.
In zona arancione figurano Calabria, Valle d’Aosta, Veneto, Liguria e Piemonte. Le regioni in zona gialla sono Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Lombardia, Sardegna ed Emilia-Romagna. Solo Molise e Lazio si collocano in zona bianca, con incidenza inferiore alla media nazionale.
Il tragico primato per il numero di decessi in occasione di lavoro spetta ancora una volta alla Lombardia (56 vittime). Seguono il Veneto (36), la Campania (33) e la Sicilia (31). A chiudere la classifica Molise e Valle d’Aosta con un solo decesso ciascuna.
L’analisi per fasce d’età evidenzia che i lavoratori più anziani sono i più esposti al rischio mortale. L’incidenza più alta si registra tra gli over 65 (47,3 morti per milione di occupati), seguiti dalla fascia 55-64 anni (24,4). In termini assoluti, la fascia più colpita è proprio quest’ultima, con 130 decessi su 362 totali sul posto di lavoro.
Tra le donne, si registrano 21 decessi in occasione di lavoro e 22 in itinere, per un totale di 43 vittime.
Particolarmente allarmante il dato relativo ai lavoratori stranieri: sono 108 i morti sul lavoro da gennaio a giugno, con un’incidenza più che doppia rispetto agli italiani (29,8 contro 13,4 morti per milione di occupati).
Le Costruzioni si confermano il settore con il più alto numero di vittime, con 53 decessi, seguite da Attività Manifatturiere (50), Trasporti e Magazzinaggio (47) e Commercio (38).
Quanto ai giorni della settimana, il lunedì risulta il più tragico, con il 22,7% degli incidenti mortali, seguito da venerdì (19,3%) e martedì (17,1%).
Le attività con più denunce restano Manifattura (33.441), Costruzioni (17.740), Sanità (17.484), Commercio (15.624) e Trasporti (15.456).
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