Montiferru, 55 mesi dopo la devastazione: 40 milioni mai arrivati. Il 90% delle aziende abbandonato.
Sono passati 1.680 giorni. Quasi cinque anni. Eppure per le aziende agricole del Montiferru e della Planargia il luglio 2021 non è ancora finito. Quell’incendio, il più esteso d’Italia quell’anno, con il Comune di Sennariolo che vide bruciare il 94% della propria superficie e Cuglieri il 39%, ha lasciato dietro di sé macerie che nessuno ha ancora rimosso davvero. E Coldiretti Oristano non ci sta più a tacere.
Il bilancio presentato dal presidente provinciale di Coldiretti Paolo Corrias e dal direttore Emanuele Spanò, insieme ai presidenti di sezione dei territori colpiti e a una rappresentanza delle aziende agricole, è impietoso: oltre 40 milioni di euro di danni alle imprese agricole non sono mai stati risarciti. Di oltre 500 aziende che hanno presentato domanda di ristoro, solo il 10% è stato ritenuto finanziabile. Il restante 90%, la stragrande maggioranza di chi ha perso animali, strutture, mezzi, recinzioni e produzioni alimentari intere, non ha ricevuto nulla.
Il paradosso, come sottolinea Corrias, è crudele nella sua precisione: la sottomisura 5.2 del PSR avrebbe dovuto garantire il ripristino del potenziale produttivo delle aziende colpite, ma molte di esse sono risultate prive dei requisiti economici necessari per accedervi. Requisiti che non avevano più proprio perché l’incendio li aveva spazzati via. “Oltre al danno, la beffa”, commenta il presidente di Coldiretti Oristano, con una sintesi che non lascia spazio a interpretazioni.
A distanza di quasi cinque anni, il quadro che emerge è quello di un tessuto imprenditoriale agricolo lacerato e mai ricucito. Come spiega il direttore Spanò, per sopravvivere le aziende hanno dovuto attingere alle proprie riserve, svuotandosi di quelle risorse che oggi sarebbero indispensabili per accedere ai nuovi strumenti di investimento previsti dal CSR — lo SRD01 — che potrebbero consentire di accrescere competitività e redditività. Ma per farlo serve capacità economica. E quella, nel frattempo, è stata consumata per sopravvivere.
Nel frattempo, molte aziende hanno semplicemente chiuso. Altre sono rimaste in piedi, ma con strutture indebolite, mercati perduti e prospettive sempre più opache. “Tante, troppe le promesse fatte dopo il terribile incendio”, dice Spanò. “Ma oggi le imprese agricole del Montiferru non possono più aspettare.”
