14 Marzo 2026
EuropaSardegna

Montagna e aree rurali ancora isolate: l’Ue chiamata a colmare il divario digitale e delle comunicazioni

Nonostante i programmi europei per la connettività e l’innovazione digitale, vaste zone dell’Unione restano ancora tagliate fuori dai servizi di comunicazione di base. A denunciarlo è l’eurodeputata Anna Maria Cisint (PfE), che in una interrogazione scritta alla Commissione europea richiama l’attenzione sul rischio di una crescente marginalizzazione delle aree montane e rurali, in particolare quelle alpine, dove cittadini e imprese vivono ancora in condizioni di isolamento tecnologico.

Blackout e connessioni assenti per settimane.

Secondo Cisint, in molte località di montagna e in piccoli centri rurali si verificano prolungati blackout delle reti di comunicazione, che possono durare anche settimane.
Non si tratta solo di connessione Internet insufficiente o assente, ma anche di interruzioni nei servizi telefonici e televisivi, spesso dovute a infrastrutture obsolete e a una manutenzione irregolare.
Un disagio che colpisce in modo particolare le popolazioni anziane, per le quali l’accesso ai servizi digitali e alle comunicazioni di emergenza è ormai essenziale.

L’Europa digitale non arriva ovunque.

L’Agenda digitale europea 2010-2020, poi confluita nel regolamento (UE) 2021/694, aveva fissato obiettivi ambiziosi per migliorare la connettività in tutto il continente, promuovendo la diffusione della banda larga ultraveloce e delle nuove tecnologie di rete.
Eppure, a distanza di anni, persistono ampie zone d’ombra, dove la copertura è scarsa o del tutto assente.
“Non è accettabile che nel 2025 ci siano ancora comunità che restano isolate per giorni o settimane”, sottolinea Cisint, che chiede alla Commissione “interventi mirati per ridurre il digital divide e garantire pari opportunità ai cittadini europei, indipendentemente da dove vivono”.

La richiesta a Bruxelles: colmare il divario digitale e infrastrutturale.

Nell’interrogazione, l’eurodeputata chiede alla Commissione europea di chiarire quali misure concrete intenda adottare per contrastare il divario digitale e il gap delle comunicazioni nelle aree più marginali dell’Unione.
L’obiettivo, spiega, è assicurare che anche le comunità più remote possano accedere a servizi di comunicazione moderni e affidabili, condizione indispensabile per la sicurezza, la coesione sociale e lo sviluppo economico locale.

Il nodo dell’equità territoriale.

La questione non è solo tecnologica, ma anche politica e sociale: il divario infrastrutturale rischia di ampliare le disuguaglianze territoriali all’interno dell’Unione, penalizzando i territori montani e rurali e spingendo i giovani a migrare verso le città.
Colmare questo ritardo, conclude Cisint, significa “difendere il diritto alla connessione e alla partecipazione digitale per tutti i cittadini europei”.

foto Christian Creutz Copyright: © European Union 2024 – Source : EP