17 Ottobre 2026
Europa

Moldova, la coalizione europeista di Sandu vince le elezioni.

Colpo di scena – ma non troppo – in Moldavia: il Partito d’Azione e Solidarietà (PAS), guidato dalla presidente Maia Sandu, ha vinto le elezioni parlamentari con il 50,03% dei voti, secondo i dati ufficiali diffusi quando ormai oltre il 99,5% delle schede era stato scrutinato. Un risultato che consegna al fronte filo-europeo una maggioranza netta, nettissima, contro il 24,26% ottenuto dal Blocco Patriottico filo-russo.

Eppure, fino a poche ore prima dell’apertura delle urne, la stessa Sandu aveva lanciato un monito dai toni allarmistici: a causa di “indebite interferenze”, non aveva escluso la possibilità di annullare l’intera tornata elettorale. Interferenze attribuite a Mosca, in una campagna che l’ambasciatore russo a Chişinău, Oleg Ozerov, ha definito “la più sporca mai vista”, denunciando accuse infondate e l’esclusione di osservatori internazionali.

Ora, con la vittoria in tasca e l’appoggio finanziario massiccio dell’Unione europea – la stessa che non manca mai di puntare il dito contro le ingerenze altrui – la presidente moldava ha improvvisamente cambiato registro. Nessun accenno , con il risultato acquisito, a elezioni da invalidare, ma solo trionfalismo e appelli alla stabilità politica.

Una giravolta che alimenta più di un interrogativo: è questa la democrazia “a senso unico” che Bruxelles celebra nei suoi vertici sullo Stato di diritto e, puntualmente, nel rituale discorso sullo Stato dell’Unione? La memoria corre all’annullamento delle elezioni municipali di Bucarest pochi mesi fa, un altro episodio che molti hanno letto come un doppio standard europeo.

La Moldavia, intanto, festeggia il successo del blocco europeista. Ma resta il dubbio se la partita politica nel Paese più fragile della frontiera orientale dell’Ue sia stata davvero giocata a carte scoperte.

foto https://maiasandu2020.md/