15 Ottobre 2026
Sardegna

Mobilità attiva in Italia: pedoni e ciclisti ancora una minoranza.

In Italia solo il 10% degli adulti utilizza quotidianamente la bicicletta, mentre il 39% si muove a piedi, secondo i dati 2023-2024 della sorveglianza Passi, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità. La percentuale di persone che grazie alla mobilità attiva raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS resta stabile intorno al 19%, segnalando una sostanziale stagnazione nella diffusione di abitudini salutari.

L’indagine evidenzia significative differenze territoriali e demografiche. L’uso della bici è più comune tra gli uomini (11%) e gli stranieri (15%), con punte del 25% nella Provincia Autonoma di Bolzano. Al contrario, nel Centro-Sud la pratica resta marginale, con appena il 7% degli adulti che si muove in bicicletta. Chi pedala lo fa mediamente per quattro giorni alla settimana, accumulando circa 140 minuti di attività settimanale.

La camminata quotidiana, invece, coinvolge soprattutto giovani tra i 18 e i 24 anni (47%), donne (43%), persone con maggiori risorse economiche o istruzione elevata e stranieri (45%). Anche in questo caso, il Nord registra i valori più alti, con Bolzano e Piemonte in cima alla classifica: quasi sei persone su dieci camminano regolarmente per recarsi al lavoro o ad altre destinazioni quotidiane, per oltre 170 minuti settimanali. Tuttavia, l’abitudine a muoversi a piedi mostra un lento calo tra i giovani tra i 18 e i 34 anni.

La mobilità attiva resta una risorsa cruciale per la salute: il 19% degli intervistati raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS esclusivamente grazie agli spostamenti quotidiani, mentre un ulteriore 22% resta “parzialmente attivo” perché cammina o pedala meno di 150 minuti a settimana. Percentuali più elevate si registrano tra i giovani, le donne, le persone con alto livello di istruzione, gli stranieri e gli abitanti del Nord Italia.

“Oltre a essere vantaggiosa per l’ambiente, la mobilità attiva consente di raggiungere i livelli minimi di attività fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con benefici concreti sulla salute – commenta Valentina Minardi, ricercatrice del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute –. È necessario incentivare questa pratica a tutti i livelli, dalla sensibilizzazione dei cittadini alle politiche pubbliche”.