19 Agosto 2026
CulturaSardegna

“Miradas, Orune in ocros meos” la mostra fotografica dedicata al paese barbaricino.

E’ stata inaugurata domenica, nella sede del CEAS “Gardu Pintu” di  Orune, la mostra fotografica “Miradas, Orune in ocros meos”, il racconto del paese barbaricino attraverso degli scatti realizzati dai suoi abitanti. Un’inaugurazione avvenuta in una giornata speciale per il paese. Quella dedicata ai festeggiamenti di “Su Carminu”, la tradizionale celebrazione in onore della Beata Vergine del Carmelo.

La mostra si pone l’obiettivo di rappresentare ai visitatori l’identità autentica di Orune, permettendo loro di scoprirne e apprezzarne i numerosi spunti di interesse. Il tutto senza sottacere le criticità, ormai endemiche, che affliggono il paese. Criticità quali, fra le altre, spopolamento, isolamento e degrado.

Gli scatti che compongono “Miradas, Orune in ocros meos” sono l’esito finale di un percorso formativo, coordinato dalla fotografa Marina Federica Patteri, a cui hanno preso parte Francesca Pala, Francesca Monni, Giovanna Monni, Giovanna Pala, Maria Pina Zidda, Teresa Zidda, Teresa Monni, Gianpaolo Ruiu, Sara Cidda che, attraverso le immagini da loro realizzate, ci raccontano Orune per come appare ai loro occhi. 

L’esposizione è un’iniziativa dal CEAS “Gardu Pintu” di Orune parte del progetto “Tutto un altro clima”, realizzato nell’ambito del bando per il finanziamento di progetti di educazione allo sviluppo sostenibile e alla cittadinanza globale della Regione Autonoma della Sardegna. L’ingresso alla mostra è gratuito.