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Minnesota, oltre 4mila immigrati arrestati: la Casa Bianca rivendica i risultati dell’operazione “Metro Surge”.

Più di 4.000 immigrati irregolari con precedenti penali – tra cui persone accusate di omicidio, stupro, appartenenza a gang e altri reati gravi – sono stati arrestati in Minnesota dall’avvio dell’operazione “Metro Surge”, l’iniziativa voluta dal presidente Donald Trump per intensificare i controlli sull’immigrazione. Lo ha annunciato la Casa Bianca, presentando i numeri come la prova del successo delle nuove politiche di sicurezza.

“Le misure di buon senso del presidente Trump stanno producendo i risultati richiesti dagli americani”, ha dichiarato la portavoce Karoline Leavitt. “Per anni i democratici hanno aperto le frontiere permettendo a criminali violenti di entrare nelle nostre comunità. Ora il presidente sta invertendo quei danni e rimuovendo queste minacce dal nostro Paese”.

Secondo l’amministrazione, l’operazione ha beneficiato di una collaborazione senza precedenti da parte delle autorità statali e locali del Minnesota. Il responsabile federale per l’immigrazione, Tom Homan, intervenuto a Minneapolis, ha sottolineato che “un numero crescente di contee sta lavorando con noi e consente all’ICE di prendere in custodia gli irregolari prima che tornino in strada”.

Homan ha ribadito la linea dura della Casa Bianca: “Chi si trova nel Paese illegalmente non è esente dai controlli. Se vi individuiamo, sarete espulsi. Il presidente Trump intende realizzare deportazioni di massa durante questa amministrazione”. Ha inoltre confermato che le indagini su frodi e violazioni proseguiranno e che è stato avviato un piano per dotare gli agenti di body cam, con l’obiettivo di estendere la misura a livello nazionale.

L’amministrazione ha spiegato che il dispiegamento straordinario di forze a Minneapolis verrà gradualmente ridotto solo quando cesseranno “le attività illegali e minacciose contro l’ICE e i partner federali”, garantendo comunque la sicurezza degli operatori.

foto thewhitehouse.gov