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Milano Cortina 2026, Greenpeace attacca gli sponsor inquinanti e scrive al CIO.

Alla vigilia dell’inaugurazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina, Greenpeace Italia punta il dito contro la presenza tra gli sponsor di grandi aziende dei combustibili fossili, a partire da Eni. L’organizzazione ambientalista ha diffuso un video di denuncia, realizzato da Studio Birthplace, in cui le gare olimpiche vengono simbolicamente travolte da un’onda nera di petrolio che invade le piste e cola sui cinque cerchi olimpici.

Secondo Greenpeace, l’immagine “green” promossa dal gruppo energetico contrasta con il suo reale impatto climatico. Le emissioni globali attribuibili a Eni nel solo 2024, stimate in 395 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, potrebbero – nel lungo periodo – provocare lo scioglimento di 6,2 miliardi di tonnellate di ghiaccio glaciale, pari a circa il 58% del volume complessivo dei ghiacciai alpini italiani. Per questo l’associazione ha inviato una lettera aperta al Comitato Olimpico Internazionale chiedendo di rinunciare alle sponsorizzazioni di aziende del petrolio e del gas, in nome dei valori olimpici di rispetto per l’ambiente.

“La crisi climatica sta già mettendo a rischio la stagione invernale e gli stessi Giochi”, afferma Federico Spadini, della campagna Clima di Greenpeace Italia. “Fino a pochi giorni fa Cortina rischiava di accogliere gli atleti su montagne senza neve. È assurdo che tra i partner principali figurino imprese le cui emissioni minacciano proprio il ghiaccio e la neve da cui dipendono le Olimpiadi. Chiediamo al CIO di interrompere ogni collaborazione con queste aziende, a cominciare da Eni”.

Un allarme che trova riscontro in uno studio commissionato dallo stesso Comitato olimpico, secondo cui entro il 2080 oltre la metà delle località oggi idonee a ospitare i Giochi invernali non potrà più farlo a causa del riscaldamento globale. Greenpeace accusa Eni di investire molto più nel business fossile che nella transizione: nel 2024, per ogni euro destinato a Plenitude – divisione presentata come “verde” ma che include gas e ricerca sul nucleare – il gruppo avrebbe investito 7,7 euro in petrolio e gas. Nello stesso anno l’azienda ha avviato una causa per diffamazione, tuttora in corso, contro l’organizzazione ambientalista per un report sulle morti premature legate alle sue emissioni.

Gli attivisti ricordano che il CIO in passato ha già preso decisioni coraggiose, come il divieto di pubblicità del tabacco alle Olimpiadi invernali del 1988, e lo invitano a fare altrettanto con i combustibili fossili, considerati incompatibili con il futuro degli sport invernali.

Per rafforzare il messaggio, Greenpeace Italia parteciperà il 7 febbraio a Milano al corteo nazionale promosso da movimenti e associazioni contro l’impatto ambientale, economico e sociale dei Giochi di Milano Cortina, chiedendo un cambio di rotta nelle politiche di sponsorizzazione e negli investimenti legati all’evento olimpico.

foto Andreas da Pixabay.com