13 Ottobre 2026
Sardegna

Metanodotto per Portovesme, Italia Nostra: “È un’opera anacronistica. Sospendere la VIA”

Italia Nostra Sardegna passa all’attacco contro uno dei tasselli chiave del piano di metanizzazione dell’Isola. L’associazione ha depositato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica un formale atto di osservazioni, chiedendo la sospensione , o addirittura il rigetto, della procedura di verifica di assoggettabilità a VIA riguardante la “Derivazione per Portovesme e Allacciamento Eurallumina”.

Le contestazioni mosse dall’associazione toccano più fronti, e partono da un rilievo procedurale: la verifica è stata avviata mentre è ancora aperta la consultazione pubblica lanciata da ARERA con il Documento 135/2026/gas, i cui risultati potrebbero ridimensionare, se non azzerare del tutto, la necessità dell’opera. Sottoporre il progetto a VIA prima di conoscere l’esito di quella consultazione, secondo Italia Nostra, significa procedere alla cieca.

C’è poi una questione di metodo che chiama in causa la giurisprudenza amministrativa: il metanodotto viene valutato come un’opera a sé, separata dalla nave rigassificatrice (FSRU) a cui è tecnicamente collegato. Una scelta che, secondo l’associazione, contraddice il principio fissato dal Consiglio di Stato, che impone di valutare in modo unitario gli impatti cumulativi di opere funzionalmente legate tra loro.

A pesare ulteriormente sul progetto è il cambio di scenario normativo. Il DPCM del 10 settembre 2025 giustificava l’infrastruttura come un “ponte” verso l’uscita dal carbone entro il 2028. Ma quella cornice è stata superata dal decreto bollette (D.L. 21/2026), che ha prorogato l’uso del carbone fino al 2038, facendo venire meno, secondo Italia Nostra, l’urgenza che sosteneva l’intera operazione. A questo si aggiunge una valutazione della stessa Terna, che ha escluso la necessità del gas per garantire la sicurezza elettrica dell’Isola nel medio periodo.

Non manca, poi, il capitolo economico. Il solo tratto Centro-Sud del metanodotto vale un investimento stimato in circa 540 milioni di euro, ma la quota preponderante della domanda di gas prevista è legata a un solo cliente: la raffineria Eurallumina di Portovesme, ferma dal 2009. Un punto su cui l’associazione non usa mezzi termini: “Subordinare un’infrastruttura pubblica da mezzo miliardo al fabbisogno di un impianto chiuso da 17 anni è rischioso e ingiustificato”.

Nel documento, Italia Nostra richiama anche le posizioni già espresse contro l’opera dal Comune di Villacidro, dalla Presidente della Regione Sardegna e da diverse altre associazioni. E torna a rilanciare la cosiddetta “opzione zero”, che l’associazione non considera affatto una rinuncia, ma una strada concretamente percorribile: puntare su un mix di fonti rinnovabili, efficienza e risparmio energetico, accompagnati da una politica industriale orientata verso attività a basso consumo , una linea, sottolinea Italia Nostra, già sostenuta da studi tecnici solidi.

Sulla base di questi rilievi, l’associazione ha chiesto al Ministero dell’Ambiente di rigettare o sospendere la procedura di VIA per la derivazione Portovesme-Eurallumina, rinviando ogni decisione all’esito della consultazione ARERA e sollecitando una valutazione integrata e aggiornata, che tenga conto delle alternative compatibili con gli obiettivi europei di neutralità climatica.

Foto Alex10