Messina: “L’Europa punti sui giovani, non sulla difesa”.
In un’Europa che si prepara a ridefinire le sue priorità politiche ed economiche, Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo, lancia un appello chiaro e, per ampi versi, incontrovertibile: meno spese militari e più investimenti su giovani. Una proposta, in un sistema europeo sano e virtuoso, che non dovrebbe essere neanche evidenziata ma, come ricorda la deriva militarista dell’Ue con i vari ReArm e SAFE, al momento è decisamente lontana dai radar della Commissione von der Leyen.
“La povertà e la mancanza di opportunità per i giovani sono temi che toccano tutti noi e richiedono un impegno collettivo”, ha affermato Messina, sollecitando un piano europeo ambizioso centrato su tecnologia, energia e infrastrutture comuni. Sì a una difesa più integrata, ma “senza sacrificare le vere priorità sociali ed economiche del continente”.
Il numero uno di Intesa Sanpaolo ha posto inoltre l’accento sulle disuguaglianze crescenti: sei milioni di italiani vivono in condizioni di povertà assoluta, e ben dieci milioni non potrebbero far fronte a una spesa imprevista di 500 euro.
Infine, in un contesto segnato dalla debolezza del dollaro, dal debito USA e dalle tensioni sui dazi, Messina intravede un’opportunità per il Vecchio Continente: “L’Europa può diventare un porto sicuro per gli investitori internazionali. Ma serve un’economia più forte e integrata, e gli Eurobond sono la strada giusta per reggere il confronto con Stati Uniti e Cina”.
