9 Maggio 2026
Europa

Mentre l’Europa del settore vitivinicolo affonda, l’Ue stanzia 15 milioni per il vino sudafricano.

La decisione dell’Unione Europea di destinare 15 milioni di euro del Fondo di cooperazione a sostegno dell’industria vinicola sudafricana sta suscitando forti polemiche tra i produttori europei, già alle prese con una crisi senza precedenti.

Il provvedimento, frutto di accordi siglati anni fa, appare oggi anacronistico e in netto contrasto con la situazione che vivono i viticoltori europei, in particolare quelli francesi, che si sono visti negare aiuti per campagne di estirpazione dei vigneti, misura cruciale per il rilancio del settore.

Una circostanza, aggravata dal calo dei consumi di vino in Europa e dall’incertezza legata ai dazi commerciali statunitensi, che penalizzano ulteriormente la competitività del settore. Un comparto in crisi, nonostante il vino, rispetto ad altre referenze alcoliche (come birra e superalcolici), sia facilitato da un regime fiscale agevolato, data l’assimilazione al settore dei prodotti agricoli.

A denunciare l’ennesimo “sperpero di risorse” in Ue, è stata, recentemente, anche Anna Maria Cisint, deputata del gruppo PfE, sottolineando come la riduzione delle risorse della Politica Agricola Comune (PAC), unita all’apertura del mercato europeo verso il Mercosur, rischi di indebolire ulteriormente le filiere agricole europee, compromettendo la fiducia degli agricoltori nel progetto comunitario.

Esponente dei patrioti, in particolare, che ha chiesto alla Commissione von der Leyen se intenda rivedere il proprio approccio nei confronti dell’agricoltura europea alla luce della crisi attuale e delle imminenti trattative sul bilancio PAC.