10 Giugno 2026
Sardegna

Meno sigarette, ma più nicotina: l’Italia non smette di fumare

In apparenza, il quadro sembra incoraggiante: il consumo di sigarette tradizionali in Italia è in calo da anni. Ma basta scavare appena sotto la superficie per scoprire che la dipendenza dalla nicotina non è diminuita , si è semplicemente trasformata. Sigarette elettroniche, prodotti a tabacco riscaldato e bustine di nicotina hanno preso il posto delle Marlboro, senza però eliminare il problema. Anzi, lo hanno allargato, coinvolgendo fasce di popolazione che le sigarette tradizionali non avevano mai conquistato davvero: le donne, i giovani adulti e, in modo sempre più preoccupante, i giovanissimi.

È il quadro che emerge dai dati presentati dall’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco, che si celebra ogni anno il 31 maggio.

Il dato che smonta il mito del progresso.

Il sistema di sorveglianza Passi, che monitora la popolazione adulta tra i 18 e i 69 anni, registra un dato apparentemente positivo: il consumo esclusivo di sigarette tradizionali è crollato dal 30% del 2008 al 18% del 2025. Quasi un dimezzamento in diciassette anni. Numeri che, presi da soli, sembrerebbero indicare una tendenza virtuosa.

Il problema emerge non appena si allarga l’inquadratura. Sommando sigarette tradizionali, sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, la percentuale complessiva di consumatori di nicotina nella stessa fascia di età è passata dal 30% al 27%. Tre punti percentuali in quasi vent’anni. Come ha sintetizzato Maria Masocco, responsabile del sistema di sorveglianza Passi: «L’introduzione dei nuovi prodotti di tabacco sul mercato ha di fatto arrestato il trend continuo in discesa del fumo di sigaretta che si andava osservando negli anni precedenti».

In altre parole: l’Italia non ha smesso di fumare. Ha cambiato dispositivo.

Le donne e i giovani adulti: i nuovi consumatori di nicotina

Il fenomeno è particolarmente evidente tra le donne. Tra il 2008 e il 2025 il consumo esclusivo di sigarette tradizionali femminile è sceso dal 25% al 15%. Ma la quota complessiva di donne che utilizza prodotti contenenti nicotina è passata solo dal 25% al 23%. Due punti percentuali di riduzione reale, in quasi vent’anni.

Tra i giovani adulti il paradosso è ancora più nitido. Nella fascia 18-24 anni, l’uso esclusivo di sigarette tradizionali è crollato dal 34% al 14%. Un risultato che, isolato, sembrerebbe straordinario. Ma il consumo complessivo di nicotina in quella stessa fascia è passato dal 34% al 31%. I ragazzi non fumano più la sigaretta. Svapano, riscaldano il tabacco, usano le bustine. La nicotina resta.

Oltre 850 mila adolescenti: il fronte che preoccupa di più.

Se i dati sugli adulti indicano una stagnazione, quelli sui giovanissimi segnalano qualcosa di più allarmante. Secondo due indagini condotte nei primi mesi del 2026 dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS su oltre 12 mila studenti italiani, il 37,1% degli adolescenti tra i 14 e i 17 anni ha utilizzato prodotti contenenti tabacco o nicotina nell’ultimo mese. Una percentuale che corrisponde a circa 850 mila ragazzi e ragazze.

Nella fascia 11-13 anni la percentuale scende al 5,9% , circa 93 mila studenti , ma non è meno preoccupante: stiamo parlando di bambini delle medie che usano regolarmente prodotti contenenti nicotina.

La sigaretta elettronica è il prodotto più diffuso in entrambe le fasce: la usa il 5,2% degli 11-13enni e il 30,8% dei 14-17enni. E il dato sulle bustine di nicotina , i cosiddetti nicotine pouches , è in rapida ascesa: tra i 14-17enni, il 9,1% dichiara di averle provate almeno una volta nella vita, rispetto all’8,2% del 2025 e al 3,8% del 2024. Una triplicazione in due anni.

Le ragazze consumano più dei ragazzi.

Uno dei dati più controintuitivi riguarda il genere. In entrambe le fasce d’età considerate, i consumi sono più elevati tra le ragazze che tra i ragazzi. Tra gli studenti delle scuole medie, il consumo riguarda il 6,9% delle ragazze contro il 4,8% dei maschi. Tra i liceali, il divario si allarga ulteriormente: 44,2% contro 30,3%. Le ragazze consumano prodotti contenenti nicotina in misura significativamente maggiore dei loro coetanei maschi. Un rovesciamento rispetto all’immagine tradizionale del fumatore, che merita attenzione.

Il policonsumo: quando un dispositivo non basta.

A destare ulteriore preoccupazione è la diffusione del cosiddetto policonsumo , l’uso combinato di più tipologie di prodotti contenenti nicotina , che cresce in modo particolare tra i più giovani. Tra gli 11-13enni, più di uno studente consumatore su due, il 51,4%, utilizza contemporaneamente più prodotti. Non solo una sigaretta elettronica, ma anche bustine di nicotina, magari abbinate a qualche prova con il tabacco riscaldato.

Simona Pichini, direttore del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS, ha sottolineato un dato ulteriore che lega il consumo di nicotina a un quadro più ampio di vulnerabilità: “Le indagini evidenziano un’associazione tra consumo di nicotina, maggiore frequenza di consumo di alcol e ubriacature, livelli più elevati di ansia e depressione e minore benessere psicologico”. La nicotina, in questi casi, non è l’unico problema. È spesso un indicatore di fragilità più profonda.

La conclusione che si può trarre da questi dati è scomoda ma necessaria. L’industria del tabacco e della nicotina ha operato una trasformazione di prodotto straordinariamente efficace: ha abbandonato l’immagine della sigaretta tradizionale , ormai socialmente stigmatizzata , e ha reinventato la dipendenza dalla nicotina in forme nuove, più discrete, più tecnologiche, percepite come meno dannose. Il risultato è che milioni di persone che non avrebbero mai acceso una sigaretta si trovano oggi dipendenti da un dispositivo elettronico o da una bustina di nicotina.

Come ha concluso Luisa Mastrobattista del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS: “I risultati confermano la necessità di rafforzare le strategie di prevenzione e contrasto del consumo di nicotina, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alle ragazze, oggi sempre più coinvolte dall’utilizzo dei nuovi prodotti”.

foto sarahjohnson1 da pixabay.com