15 Ottobre 2026
Politica

Meloni: “Ascoltare i giovani” ma senza coinvolgerli nella governance del Fondo nazionale per le Politiche giovanili.

“Lo scenario in cui siamo chiamati a muoverci è molto più complesso di quanto immaginiamo. I nostri figli sono la prima generazione interamente digitale e crescono in un mondo radicalmente diverso dal nostro”. Così la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio alla Conferenza nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, in corso a Roma.

Una generazione senza precedenti.

La presidente del Consiglio ha sottolineato come i genitori di oggi non abbiano piena consapevolezza dei rischi che i figli corrono e dell’impatto di stimoli “troppo superficiali” che arrivano dall’ambiente digitale.

Dubbi, domande e ascolto.

Per Meloni, la priorità non è costruire politiche partendo da certezze precostituite, ma dalle domande e dai dubbi che emergono: “Apriamoci all’ascolto dei più piccoli e dei giovani, che hanno molto da raccontarci se sappiamo fermarci e prestar loro attenzione. Il terreno che stiamo esplorando è ignoto e nessuno conosce con esattezza il cammino da percorrere”.

Il ritorno della Conferenza nazionale.

La premier ha ricordato che la Conferenza nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, prevista dalla legge 285 del 2017 con cadenza triennale, non veniva convocata dal 2014: “È un segnale importante della centralità che questo governo intende restituire alle politiche per bambini e adolescenti”.

Le critiche sul metodo.

Accanto alle dichiarazioni di principio, restano però interrogativi sul metodo. In particolare, viene sollevata la questione di una gestione del Fondo nazionale per le politiche giovanili ancora percepita come verticistica, burocratica e priva di un reale processo di co-programmazione con i giovani e con le organizzazioni giovanili qualificate. Un nodo che rischia di mettere in contraddizione le intenzioni di ascolto ribadite dalla premier.

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