Medio Oriente, rimpatriati oltre 8.000 cittadini europei.
L’Unione europea ha riportato a casa, e in sicurezza, oltre 8.000 cittadini europei coinvolti nell’escalation della crisi in Medio Oriente. Nelle ultime ore, due voli di rimpatrio organizzati direttamente dalla Commissione europea sono atterrati a Varsavia, riportando in Europa 303 persone rimaste bloccate nell’area.
I due voli, partiti dall’Arabia Saudita e dall’Oman, hanno trasportato 227 cittadini polacchi e 76 cittadini provenienti da altri Paesi membri, evacuati da Kuwait, Bahrein, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
L’operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di emergenza coordinato dal Centro di coordinamento della risposta alle emergenze, che ha già sostenuto oltre 70 voli di evacuazione verso diversi Paesi dell’Unione. Tra gli Stati che hanno beneficiato dell’intervento figurano Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Romania, Slovacchia e Svezia.
Per la seconda volta, la Commissione europea ha attivato il meccanismo rescEU, mettendo a disposizione capacità di trasporto comune in risposta a una richiesta avanzata dalle autorità polacche.
La Commissione ha ribadito che il meccanismo di protezione civile europeo continuerà a essere mobilitato nei prossimi giorni: attualmente sono 23 i Paesi che hanno richiesto assistenza per il rimpatrio dei propri cittadini dalla regione, e ulteriori voli, inclusi quelli operati con aeromobili rescEU, sono già in programma.
