Medio Oriente, l’UE lancia un appello alla “moderazione”.
In una nota ufficiale diffusa nel tardo pomeriggio, l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, ha espresso “profonda preoccupazione” per la pericolosa escalation in Medio Oriente, seguita ai recenti attacchi israeliani contro l’Iran e alla risposta di Teheran.
Una “uscita” per ricordare che l’Unione Europea “monitora da vicino la situazione e ribadisce il proprio fermo impegno a favore della sicurezza regionale, compresa quella dello Stato di Israele”. Premesse dovute per invitare tutte le parti in causa al rispetto del diritto internazionale, alla moderazione e a evitare ulteriori azioni che potrebbero avere conseguenze gravi, come un possibile rilascio di materiale radioattivo.
La dichiarazione (meno male che bisognava appellarsi alla moderazione) sottolinea poi che l’Iran non deve in alcun modo ottenere un’arma nucleare. L’UE si dice inoltre allarmata dalle recenti conclusioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), che ha dichiarato l’Iran inadempiente agli obblighi legali previsti dal Trattato di Non Proliferazione nucleare (TNP).
“Una sicurezza duratura si costruisce attraverso la diplomazia, non con l’uso della forza”, si legge nella nota dell’Alto rappresentante dell’Ue, entità, va ricordato, che proprio con il programma ReArm e SAFE ha deciso di voler puntare sul riarmo e la forza piuttosto che lprocedere verso la via diplomatica. Una non novità, come rilevato negli ultimi 3 anni con la questione ucraina e con i doppi standard (ricorda per esempio l’accordo energetico con l’Azerbaigian) ormai emblematici dell’Unione europea.
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