14 Marzo 2026
EuropaSardegna

Medici radiati che continuano a esercitare in altri Paesi Ue: le falle nel sistema di allerta europeo

Un numero crescente di professionisti della sanità europei, radiati o sospesi in uno Stato membro, riesce a continuare a esercitare la professione in un altro Paese dell’Unione. È quanto emerge da uno studio condotto in 45 Paesi, che mette in luce le lacune del sistema di comunicazione e controllo tra le autorità sanitarie europee.

Medici sospesi che trovano lavoro oltreconfine.

Secondo la ricerca, diversi operatori sanitari che hanno perso la licenza per episodi gravi – tra cui negligenza medica o abusi sessuali – riescono facilmente a trovare impiego in un altro Stato membro, aggirando i controlli.
Il motivo, spiegano gli autori, è da ricondurre a un utilizzo inefficace del sistema di allerta europeo IMI (Internal Market Information System), creato per segnalare e monitorare casi di sospensione o revoca delle licenze professionali.

Il sistema IMI nel mirino: segnalazioni mancanti e scarsa consultazione.

Lo studio rivela che le revoche delle licenze non vengono sempre segnalate al sistema IMI, oppure che le autorità nazionali non consultano la piattaforma quando un professionista si trasferisce in un altro Paese dell’Unione.
Una carenza che – sottolinea il documento – è coerente con quanto già rilevato dalla Corte dei conti europea, che aveva denunciato falle strutturali nella cooperazione tra Stati membri in materia di sicurezza dei pazienti e riconoscimento delle qualifiche professionali.

La Commissione europea promette linee guida e azioni correttive

Di fronte alle criticità, la Commissione europea ha annunciato l’intenzione di pubblicare nuove linee guida e promuovere lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri per migliorare il follow-up delle segnalazioni e il funzionamento del sistema IMI.
Bruxelles ha inoltre confermato di aver avviato una procedura d’infrazione contro la Grecia, e non esclude l’apertura di ulteriori procedimenti contro altri Paesi che non rispettano pienamente gli obblighi di notifica.

Le domande al centro del dibattito europeo.

Nel frattempo, l’eurodeputato Ton Diepeveen (PfE) ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione, chiedendo chiarimenti su tre punti fondamentali: sullo stato di avanzamento delle nuove linee guida e sullo scambio di informazioni dopo la pubblicazione degli ultimi rilievi della Corte dei Conti europea e contro quali Stati Ue la Commissione sta pensando di avviare procedure di infrazione.