11 Agosto 2026
Europa

Media europei e finanziamenti stranieri: Parigi chiede trasparenza, Bruxelles frena.

Una serie di eurodeputati del gruppo Patrioti per l’Europa (PfE) ha sollevato il velo su un tema sensibile: i finanziamenti esteri ai media dell’Unione Europea, in particolare quelli provenienti da enti pubblici o privati statunitensi. L’interrogazione scritta, presentata lo scorso aprile da Catherine Griset e altri deputati francesi, arriva in scia alla decisione del nuovo presidente USA, Donald Trump, di sospendere i finanziamenti dell’agenzia USAID. Una mossa che, secondo i firmatari, avrebbe messo in luce il fatto che molti media, giornalisti e analisti apparentemente indipendenti erano in realtà sostenuti dall’amministrazione americana precedente, quella guidata dal “democratico” Joe Biden.

Dovuta, quindi, la richiesta lla Commissione Europea di fare chiarezza e, soprattutto, di avviare un’indagine sui finanziamenti stranieri ai media europei e obbligare i giornalisti e gli organi di informazione a dichiarare eventuali finanziamenti ricevuti da soggetti esteri.

La risposta ufficiale della Commissione, arrivata ieri attraverso la vice presidente Henna Virkkunen, è stata prudente. La Commissione, infatti, ha ammesso di non avere una panoramica completa né competenze specifiche per richiedere informazioni sui finanziamenti provenienti da soggetti esteri, come USAID o altri enti internazionali. Tuttavia, ha ribadito “l’impegno dell’Unione per garantire indipendenza e trasparenza nel panorama mediatico europeo“.

Il riferimento principale è al nuovo European Media Freedom Act, che entrerà in vigore l’8 agosto 2025 e che introdurrà obblighi di trasparenza su proprietà dei media e finanziamenti pubblici, inclusi quelli provenienti da autorità di Paesi terzi. La norma stabilisce anche criteri trasparenti e non discriminatori per la distribuzione di fondi pubblici destinati alla pubblicità e ai contratti con i media.

Una questione, quella dei finanziamenti esteri nel settore mediatico, che tocca corde delicate, a partire dall’indipendenza giornalistica, la trasparenza dell’informazione e la produzione di disinformazione per scopi manipolativi. E, mentre i cittadini europei chiedono sempre di più la tutela del pluralismo e la protezione da ingerenze, le richieste di maggiore vigilanza e l’adozione di una regolamentazione più incisiva e una tracciabilità obbligatoria delle fonti di finanziamento, resta al palo.

Foto di otrags da Pixabay.com