8 Agosto 2026
Sardegna

Maturità 2026, promossi in matematica ma bocciati nelle emozioni: la scuola italiana lascia soli il 58% degli studenti

Mentre centinaia di migliaia di studenti si preparano ad affrontare le prove della Maturità 2026 , l’esame che per tradizione segna il confine simbolico tra adolescenza e vita adulta , torna inevitabile una domanda: quanto la scuola italiana prepara davvero i ragazzi ad affrontare il mondo? Non solo sul piano delle competenze accademiche, ma su quello, più intimo e spesso trascurato, dell’intelligenza emotiva.

La risposta, almeno secondo una nuova indagine condotta da Unobravo in collaborazione con Ipsos Doxa, è scomoda: quasi 6 italiani su 10 dichiarano che la scuola non li ha aiutati a comprendere ed esprimere le proprie emozioni. Un quarto degli intervistati, addirittura, riferisce di non aver ricevuto nessun supporto in questo senso durante gli anni scolastici.

Il dato più significativo è forse quello sull’impatto a lungo termine: il 42% degli intervistati , percentuale che sale al 48% tra le donne, ritiene che le competenze emotive acquisite, o mancate, durante l’infanzia e l’adolescenza influenzino in modo significativo il modo di relazionarsi agli altri anche in età adulta. La scuola, in altri termini, non forma solo professionisti: forma , o non forma , esseri umani capaci di stare in relazione.

Il paradosso emerge in tutta la sua chiarezza quando si incrociano due dati apparentemente contraddittori: il 90% degli italiani si dichiara consapevole di ciò che prova, ma il 51% ammette di incontrare forti difficoltà pratiche nella gestione dei propri stati emotivi. Riconoscere un’emozione e saperla gestire, evidentemente, sono due competenze distinte , e la seconda è quella che il sistema scolastico sembra aver sistematicamente trascurato.

Il divario di genere all’interno delle generazioni più giovani è uno degli elementi più rilevanti emersi dalla ricerca. Tra i giovani della Gen Z, solo il 32% delle ragazze ha percepito un supporto emotivo adeguato durante gli anni scolastici, contro il 51% dei coetanei maschi. Un gap che fotografa non solo un problema educativo, ma anche una disparità culturale più profonda nel modo in cui la società accompagna , o abbandona , le giovani donne nel percorso di consapevolezza interiore.

Il tema si inserisce nel dibattito attuale sul DDL Valditara e sul futuro dell’istruzione italiana. “La Maturità è il momento in cui la scuola consegna i ragazzi alla vita adulta”, commenta Danila De Stefano, CEO e fondatrice di Unobravo. “Eppure quasi il 60% degli italiani esce da quel percorso senza aver ricevuto alcun supporto nel riconoscere, dare un nome e gestire le proprie emozioni. Imparare a decodificare la propria interiorità non è un tema accessorio: è la base per saper gestire le relazioni e la comprensione di sé”.

Foto di F1 Digitals da Pixabay.com