16 Ottobre 2026
Cultura

Mangiare insieme, un rito che l’Italia “connessa” rivendica ma fatica a praticare

C’è un paradosso che attraversa le tavole italiane, fotografato da una nuova indagine di Unobravo, la piattaforma di psicologia online che ha intervistato 1.670 adulti in tutto il Paese: gli italiani continuano a considerare il pasto condiviso un momento fondativo della vita familiare e sociale, ma sempre più spesso non riescono a viverlo con la frequenza e la qualità che vorrebbero.

Il dato di partenza è netto: il 77% degli intervistati ritiene che mangiare insieme rafforzi i legami all’interno della famiglia, percentuale che sale al 78% tra i genitori quando si parla specificamente del rapporto con i figli. Non si tratta solo di un valore simbolico legato alla famiglia: il 73% degli italiani associa la convivialità a tavola anche a un beneficio per il benessere sociale ed emotivo, la stessa quota la considera un collante per le relazioni di coppia, mentre il 69% le riconosce un impatto positivo sulla salute mentale.

A incrinare questo quadro idilliaco interviene però la vita quotidiana, con i suoi ritmi serrati e le sue distrazioni. Il 73% degli intervistati ammette che smartphone e dispositivi digitali riducono l’attenzione e la reale presenza durante i pasti, anche quando più persone siedono fisicamente allo stesso tavolo. Come sottolinea il team di psicologi di Unobravo, la condivisione fisica dello spazio non coincide automaticamente con un’autentica connessione: la qualità dell’ascolto e del dialogo conta, secondo gli esperti, più della semplice compresenza a tavola.

Un altro dato racconta come il pasto individuale sia ormai una componente strutturale della quotidianità di molti italiani: il 38% dichiara di consumare ogni giorno almeno un pasto principale da solo. Ma qui l’indagine smentisce un’equazione automatica tra solitudine a tavola e disagio: il 36% degli intervistati associa il mangiare da soli a una sensazione di isolamento, mentre il 34% non condivide affatto questa percezione, un sostanziale pareggio che, secondo gli psicologi di Unobravo, conferma come mangiare soli non equivalga necessariamente a sentirsi soli.

A fare la differenza, più ancora della compagnia, sembra essere il tempo dedicato al pasto. I dati raccolti mostrano che un pasto consumato con gli amici dura in media 55,6 minuti, quasi tre volte più a lungo dei 19,9 minuti di un pasto consumato in solitudine. Anche i pasti condivisi con il proprio nucleo familiare si allungano rispetto a quelli individuali, attestandosi su una media di 39 minuti, contro i 31 minuti di un tipico pasto casalingo in un giorno feriale e i quasi 25 minuti concessi a un pranzo di lavoro in compagnia dei colleghi. Se questa media nazionale restasse costante lungo l’arco di una vita di novant’anni, gli italiani finirebbero per trascorrere complessivamente circa 782 giorni a tavola, più di due anni interi dedicati al cibo. Un tratto che distingue nettamente l’Italia nel panorama internazionale: secondo l’OECD Time Use Database, gli italiani dedicano in media 2 ore e 7 minuti al giorno a mangiare e bere, quasi il doppio rispetto a Paesi come Regno Unito e Germania, dove il tempo a tavola supera di poco l’ora.

Foto di Nenad Maric da Pixabay.com