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Mangiare informati: solo il 17% degli italiani sa riconoscere gli zuccheri nelle etichette.

Gli italiani parlano di alimentazione ogni giorno, ma pochi sanno davvero cosa c’è nel piatto. Solo il 17% della popolazione è in grado di riconoscere correttamente le fonti di zuccheri indicate sulle etichette alimentari. È questo uno dei dati più significativi citati da Laura Rossi, direttrice del Reparto Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), alla vigilia della presentazione del nuovo Glossario FeSIN “Alimentazione e Nutrizione in Parole”.

“È un vero strumento di alfabetizzazione scientifica – prosegue Rossi – pensato per rendere accessibili concetti spesso usati in modo impreciso. Termini come integrale, funzionale, probiotico o light vengono spiegati con linguaggio chiaro ma fondato sull’evidenza, per aiutare tutti a leggere con consapevolezza le etichette e a non farsi ingannare dal marketing alimentare”.

Scarsa consapevolezza nutrizionale: i numeri parlano chiaro.

Le conoscenze nutrizionali degli italiani restano deboli. Solo il 22% sa che è necessario consumare almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura, mentre appena il 16% è consapevole che i carboidrati dovrebbero costituire la base dell’alimentazione quotidiana. Meno della metà della popolazione sa che il pesce andrebbe consumato tre o quattro volte a settimana, e la difficoltà maggiore resta quella di interpretare correttamente le etichette nutrizionali, spesso piene di termini tecnici o di marketing.

“Questi dati – conclude Rossi – rivelano una fragilità informativa che si traduce in cattive abitudini alimentari. Mangiare consapevolmente significa anche sapersi orientare tra i messaggi contraddittori del mercato”.

foto niekverlaan da Pixabay.com