Manganese: la transizione verde europea costa caro alle comunità vulnerabili extra-UE.
La corsa dell’Europa alle materie prime critiche per la transizione verde sta lasciando un segno pesante in Georgia. Il manganese, elemento chiave per turbine e auto elettriche, arriva in gran parte dai giacimenti della regione di Chiatura, ma a un prezzo ambientale e sociale molto alto.
Da mesi, come ricorda una recente serie di articoli giornalistici di Ingrid Gercama, Olivia Acland e Stefano Vergine, gli abitanti del villaggio di Chiatura bloccano l’accesso alle miniere. Alcuni hanno iniziato scioperi della fame, e diversi manifestanti sono stati arrestati. Chiedono risarcimenti ai danni provocati dalla Georgian Manganese, società di Stato che estrae manganese destinato all’export europeo.
“I residenti accusano la compagnia — controllata dalla Georgian American Alloys, registrata in Lussemburgo e Cipro — di causare frane, inquinare l’area e violare i diritti dei lavoratori. Secondo ambientalisti e comunità locali, i rifiuti delle miniere vengono scaricati direttamente nel fiume Kvirila, che attraversa diversi villaggi”, spiegano i giornalisti.
Tra i Paesi europei, l’Italia è il principale importatore di manganese georgiano. Gli abitanti di Chiatura denunciano di essere “sacrificati” per garantire aria più pulita all’Europa. Nel frattempo, proteste, intimidazioni e sorveglianza degli attivisti sono ormai all’ordine del giorno.
I manifestanti puntano il dito anche contro il partito al governo, Georgian Dream, e legami politici e finanziari della compagnia: tra i soci della Georgian Manganese figura un uomo d’affari vicino al partito e un oligarca ucraino accusato di riciclaggio. Nonostante le richieste dei cittadini, la società ha intensificato le operazioni di estrazione a cielo aperto, aumentando l’impatto ambientale.
L’Unione Europea ha espresso preoccupazione per i rischi ambientali e i diritti umani lungo le catene di approvvigionamento di materie prime critiche, ma gli esperti sottolineano come finora manchino strumenti concreti per prevenire danni nei paesi fornitori come la Georgia.
Un’inchiesta giornalistica, per farla breve, che svela il costo nascosto della “transizione verde europea”.
foto Copyright European Union 2021/Brigitte Hase
