Mamdani: “Eseguire l’arresto del ‘criminale di guerra’ Netanyahu”
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha nuovamente definito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu un “criminale di guerra”, chiedendo al governo statunitense di dare esecuzione al mandato d’arresto emesso nei suoi confronti dalla Corte Penale Internazionale (CPI) qualora dovesse mettere piede sul territorio americano.
“Benjamin Netanyahu è un criminale di guerra, l’artefice di un genocidio orribile contro il popolo palestinese”, ha dichiarato Mamdani martedì in un videomessaggio pubblicato sul social network X. Il sindaco ha attribuito al premier israeliano la responsabilità della morte di oltre 73mila persone, accusandolo di aver preso di mira strutture ospedaliere e di aver ostacolato l’ingresso di cibo e aiuti umanitari destinati alla popolazione della Striscia di Gaza.
Mamdani ha inoltre chiamato in causa direttamente gli Stati Uniti, sostenendo che il Paese porti una responsabilità diretta nel conflitto “perché noi, come americani, paghiamo per le bombe che uccidono”. Ha poi ricordato che la Corte Penale Internazionale non ha emesso il mandato d’arresto a caso, aggiungendo che chiunque abbia “occhi, cuore e coscienza” dovrebbe riconoscere la devastazione provocata da Netanyahu e comprendere che il suo posto sia davanti a un tribunale.
“Netanyahu non è il benvenuto a New York”.
Il sindaco ha precisato che la sua amministrazione non dispone dell’autorità legale autonoma per dare esecuzione al mandato, ma ha sottolineato che tale competenza spetta al governo federale, esortandolo ad aderire alla CPI e a procedere con l’arresto. “Voglio essere altrettanto chiaro: Benjamin Netanyahu non è il benvenuto a New York, così come nessun altro criminale di guerra latitante”, ha aggiunto con fermezza.
Mamdani ha riconosciuto che la città di New York non ha la possibilità di porre fine al conflitto, ma ha rivendicato la facoltà di scegliere come rispondervi. “Pur non potendo fermare da soli il genocidio, possiamo decidere se il nostro silenzio diventerà un’ulteriore arma”, ha affermato, aggiungendo che l’amministrazione cittadina intende valutare ogni strumento a disposizione per difendere la dignità e l’umanità di tutte le persone coinvolte.
La posizione della Casa Bianca: “Nessuno tocchi Bibi”.
Le dichiarazioni del sindaco arrivano pochi giorni dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva affermato, lunedì, che Netanyahu “non sarà arrestato, in nessun modo e per nessuna ragione, finché si troverà negli Stati Uniti”.
La Corte Penale Internazionale aveva emesso, nel novembre 2024, mandati d’arresto nei confronti di Netanyahu e dell’allora ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, con l’accusa di crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nella Striscia di Gaza.
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