Macomer, i sindacati di polizia e finanza: “Alloggi indegni per chi presta servizio al CPR”
Mentre il governo italiano pensa agli “hub in Albania”, e cresce la tensione attorno all’hotspot di Monastir, in Sardegna destano preoccupazione le condizioni di lavoro delle forze dell’ordine nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Macomer.
A ricordarlo è la nota congiunta delle segreterie regionali di SINAFI (Guardia di Finanza) e ANIP Italia Sicura (Polizia di Stato) che denuncia le “gravi criticità” nelle strutture destinate ad alloggiare il personale impiegato nei servizi di ordine pubblico fuori sede presso il Centro.
Le denunce: alloggi e organizzazione sotto accusa.
Secondo quanto scrivono i due sindacati, i problemi riguardano due fronti distinti ma collegati. Da un lato le condizioni logistiche, igienico-sanitarie e funzionali delle strutture ricettive convenzionate dove alloggia il personale inviato a Macomer per rinforzare i servizi di ordine pubblico. Dall’altro, le criticità strutturali e organizzative dello stesso Centro, che secondo i sindacati si ripercuotono direttamente sulle condizioni di lavoro, sulla sicurezza degli operatori e sull’efficienza del servizio.
Non si tratterebbe, viene sottolineato nella lettera, di episodi isolati: i sindacati parlano di problematiche “reiterate e ormai consolidate nel tempo”, già segnalate più volte sia per via gerarchica dalle rispettive amministrazioni, sia attraverso comunicazioni ufficiali delle organizzazioni sindacali stesse. Nonostante questo, denunciano SINAFI e ANIP, non risulterebbero ancora stati adottati interventi risolutivi.
Il richiamo alle norme su salute e sicurezza.
Nel documento i sindacati richiamano esplicitamente alcuni riferimenti normativi a tutela dei lavoratori: l’articolo 2087 del Codice Civile, che impone al datore di lavoro di adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei dipendenti; il decreto legislativo 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro; e l’articolo 32 della Costituzione, che tutela il diritto alla salute. Il personale impiegato in servizi di ordine pubblico ad alto rischio operativo, sostengono le sigle sindacali, non dovrebbe essere costretto a permanere in strutture che non garantiscano standard adeguati di vivibilità, sicurezza, igiene e decoro.
La richiesta: tavolo di confronto e sopralluogo congiunto.
Le organizzazioni sindacali chiedono quindi la convocazione urgente di un tavolo istituzionale con Prefetto e Questore di Nùoro per esaminare le criticità segnalate e individuare soluzioni “immediate, concrete e verificabili”. Chiedono inoltre che venga disposto un sopralluogo congiunto presso il CPR di Macomer e presso le strutture ricettive convenzionate, con la partecipazione delle autorità, dei rappresentanti delle amministrazioni coinvolte e delle stesse sigle sindacali, per verificare di persona lo stato dei luoghi.
Nella parte conclusiva della lettera, SINAFI e ANIP avvertono che, in assenza di riscontri concreti in tempi ragionevoli, si vedranno “costrette” a intraprendere ulteriori iniziative previste dall’ordinamento a tutela della salute, della sicurezza e della dignità professionale del personale rappresentato , inclusa l’informazione delle istituzioni competenti e dell’opinione pubblica sulla situazione e sulla gestione delle risorse pubbliche destinate al servizio.
