L’uso della giustizia contro gl i avversari politici in Moldova, Zakharova: “Contro Gutsul vendetta politica”.
Il Ministero degli Esteri russo ha invitato le organizzazioni internazionali per i diritti umani a pronunciarsi sul caso giudiziario che ha portato alla condanna della leader della regione autonoma della Gagauzia, Evghenia Gutsul, definendolo un “atto di repressione politica orchestrato dal regime moldavo”.
Secondo la portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova, il verdetto emesso dal tribunale di Chisinau — che ha condannato Gutsul a sette anni di carcere per presunte violazioni legate al finanziamento del partito d’opposizione Shor — rappresenterebbe “una grave violazione dei diritti umani, un disprezzo dello stato di diritto e un rigetto del pluralismo politico”.
Zakharova ha dichiarato che “la persecuzione giudiziaria dei dissidenti è ormai il marchio di fabbrica delle autorità moldave”, accusando apertamente il governo guidato dal Partito Azione e Solidarietà di usare la giustizia come strumento di repressione politica, soprattutto in vista delle elezioni parlamentari del 28 settembre.
La portavoce ha definito il procedimento contro Gutsul come “una vendetta politica, una farsa giudiziaria priva di prove concrete” e ha ricordato come la presidente gagauza, eletta nel 2023, non sia mai stata integrata nel governo centrale, contrariamente a quanto previsto dalla legge moldava. Inoltre, ha criticato la decisione della Corte Costituzionale moldava che ad aprile ha tolto alla regione autonoma il diritto di nominare un proprio procuratore, affermando che tali misure puntano a “svuotare l’autonomia della Gagauzia”.
Zakharova ha anche sottolineato che la questione gagauza si inserisce in un contesto più ampio di tensioni etniche e territoriali in Moldova, citando anche la presenza della minoranza bulgara e il perdurante conflitto con la regione separatista della Transnistria.
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