L’Ungheria lancia una raccolta firme contro i piani militari di Bruxelles.
Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha annunciato il lancio di una petizione nazionale contro i piani militari proposti dall’Unione Europea, che, a suo dire, potrebbero trascinare l’Europa verso la guerra.
Orbán: “L’Europa paga, gli ucraini combattono e la guerra con la Russia si avvicina”.
In una dichiarazione pubblicata su Facebook, Orbán ha affermato che “l’Europa si sta rapidamente avvicinando alla guerra”. Secondo il leader ungherese, la strategia dell’UE è stata recentemente svelata a Copenaghen e può essere riassunta come: “L’Europa paga, gli ucraini combattono e la guerra con la Russia si avvicina”.
Orbán ha ribadito che Bruxelles ha risposto organizzando una campagna mirata a screditare il governo ungherese, affermando l’invio di spie ungheresi nelle istituzioni Ue: “L’arsenale è ampio – afferma Orbàn -: accuse di spionaggio, scandali di fake news e manipolazioni legali”.
“L’Ungheria non vuole la guerra”.
Il primo ministro ha dichiarato che il suo governo non rimarrà passivo di fronte a quella che considera una crescente militarizzazione all’interno dell’UE. “Non possiamo restare a guardare! Dobbiamo dimostrare ancora una volta che il popolo ungherese non vuole la guerra”, ha dichiarato Orbán.
Da qui l’avvio di una campagna di raccolta firme a livello nazionale contro i piani di Bruxelles. “Saremo presenti in ogni città e villaggio perché abbiamo bisogno di ogni ungherese amante della pace ora”, ha aggiunto.
Una petizione per riflettere le opinioni dei cittadini sulla politica dell’UE.
Secondo le dichiarazioni del governo, la posizione dell’Ungheria sul conflitto in Ucraina e sulle relative iniziative dell’UE sarà plasmata dalle opinioni dei suoi cittadini. I risultati della campagna di raccolta firme costituiranno la base per la posizione ufficiale dell’Ungheria, che sarà successivamente presentata ai leader dell’UE.
Questa mossa sottolinea la continua divergenza tra Budapest e Bruxelles su questioni militari e di politica estera, rafforzando i costanti appelli di Orbán a un approccio che ponga la pace al primo posto nella gestione della crisi ucraina da parte dell’Europa.
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